12 Ottobre 2026
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Verona, a Job&Orienta studentessa contesta il ministro Valditara: «Ministro, lo sa che per andare a scuola uno studente deve pagare 1170 euro circa?»

«Ministro lei lo sa che per andare a scuola uno studente deve pagare 1170 euro circa? La scuola è effettivamente aperta a tutti o solo per chi se lo merita?».

È quanto ha chiesto ieri, sabato 29 novembre, una studentessa di Verona intervenuta contestando pubblicamente l’operato del Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, durante la sua partecipazione ad una conferenza sulla riforma 4+2, a salone Job&Orienta in Fiera a Verona, denunciando quanto il sistema scolastico attuale non sia effettivamente gratuito e accessibile. In Italia, infatti, ogni famiglia spende in media all’anno 1170 euro per studente (dati Istat), cifra immensa se consideriamo che copre solo il materiale e i servizi necessari per andare a scuola (trasporti, libri, dizionari, ecc.)

«La scuola è gratuita», ha risposto il ministro. «Mica tanto – ha ribadito la studentessa – visto che ogni famiglia deve spendere 1170 euro l’anno per mandare i figli a scuola. Ministro, risponda agli studenti. È dall’inizio del suo mandato che non risponde agli studenti».

«Oggi abbiamo scelto di far sentire la voce di chi ogni giorno vive la scuola da dentro, perché non è accettabile che gli studenti e le famiglie debbano affrontare spese di migliaia di euro per veder riconosciuto quello che dovrebbe essere un diritto garantito dalla Costituzione. Il ministro ci ha risposto dicendo che la scuola è gratuita e aperta a tutti, come citato nel suo discorso della conferenza precedente. Ma, come spesso fa il Governo Meloni, nega i dati e l’evidenza, parandosi gli occhi davanti all’espressione concreta di un profondo disagio, di un dissenso che si prolunga ormai da troppo tempo, e di una richiesta che rivolgiamo con urgenza: che le nostre esigenze vengano finalmente ascoltate – dichiara Zoe Zevio, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona -. Non ci accontenteremo di promesse o slogan, siamo pronti a confrontarci, proporre e costruire un progetto di riscatto per la scuola e per il nostro futuro, ma lo raggiungeremo solo se il ministro si degnerà di ascoltarci».

Continua poi Viola Carollo, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi del Veneto: «Negli ultimi mesi, le scelte del Ministro Valditara hanno dimostrato, a nostro avviso, una profonda miopia rispetto alle reali esigenze degli studenti e una visione completamente errata del ruolo educativo della scuola; perché, mentre il Governo taglia i fondi alla scuola per darli alla guerra, distrugge l’educazione sessuo-affettiva credendo di risolvere i problemi strutturali del sistema scolastico vietando i cellulari nelle aule. La scuola disegnata da Valditara non fa altro che imporre un sistema meritocratico basato sulla concorrenza, che non tiene conto delle condizioni di partenza, pesando in maniera gravosa sulle spalle delle famiglie e deteriorando il benessere psicologico degli studenti. Con la nostra azione chiediamo alle istituzioni di riconoscere noi studenti come parte attiva della società, che ha il diritto di vivere un sistema scolastico accessibile, realmente gratuito e che ci prepari ad essere cittadini consapevoli e capaci di muoversi nel mondo di oggi».

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