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22 Luglio 2024
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Verona, Acque Veronesi porta a casa altri 7 milioni dal Pnrr per potenziare il depuratore cittadino

Migliorare l’essicamento dei fanghi generati nel processo di depurazione, ottenendo minori costi di smaltimento e soprattutto un minore impatto sull’ambiente. È l’innovativo progetto di Acque Veronesi presentato nell’ambito della missione due (rivoluzione verde e transizione ecologica) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, premiato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con un finanziamento di sette milioni di euro.

Il progetto, che vale complessivamente oltre nove milioni e che riguarda il depuratore di Verona, è stato presentato oggi nella sede di Acque Veronesi dal presidente, Roberto Mantovanelli, e dal direttore generale, Silvio Peroni. L’intervento prevede di aggiungere una ulteriore fase al tradizionale procedimento di disidratazione dei fanghi che si generano dal processo di depurazione: attraverso la realizzazione di due nuovi essiccatori a nastro con comparto a ultrasuoni che permetteranno di ridurre drasticamente l’umidità della biomassa in eccesso ottenendo un fango più stabilizzato.

«Questo processo produrrà benefici per l’ambiente – spiega Mantovanelli – perché riducendo i volumi da smaltire, riduciamo notevolmente anche i viaggi dei mezzi pesanti dal depuratore agli impianti di compostaggio. In più otteniamo un ulteriore beneficio per i cittadini, perché diminuendo i costi produciamo ricadute positive sulla bolletta».

Dopo i 23,4 milioni di euro ottenuti a inizio anno per il progetto del nuovo acquedotto che collegherà Belfiore a Verona est, questo per Acque Veronesi è un secondo successo con i bandi del Pnrr. E probabilmente non finirà qui. «Manca ancora l’ultimo passaggio, ma abbiamo forti speranze per un finanziamento di circa un milione di euro per il potenziamento del depuratore di Bussolengo – aggiunge Mantovanelli – e siamo ancora in corsa per una grossa progettualità che vale oltre 30 milioni di euro, finanziabile per 22, che riguarda la distrettualizzazione e la digitalizzazione di circa un terzo della rete acquedotto (1700 km su 6000 totali). Un intervento che permetterebbe un notevole passo avanti in fatto di efficienza del servizio e di riduzione delle perdite idriche. Questi risultati, sommati ai sette milioni ottenuti dai fondi Vaia e dai quattro milioni e mezzo assegnati per adeguare le reti bianche di via XX Settembre sono la conferma del grande lavoro che stiamo facendo come azienda per la ricerca di finanziamenti, capitalizzando al massimo la nostra capacità di pianificazione e di collaborazione con le istituzioni a tutti i livelli».

Nella foto il presidente Mantovanelli ed il direttore generale Silvio Peroni (a destra)

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