La Procura di Verona ha acquisito la documentazione dell’Università sull’annullamento del concorso vinto (unico concorrente) da Riccardo Nocini, 33 anni, figlio dell’ex rettore Pier Francesco Nocini, per diventare professore ordinario dell’ateneo scaligero. Un caso esploso a livello nazionale, con prese di posizione di varie associazioni rappresentative di giovani medici specializzandi e alcune interrogazioni parlamentari. Tanto da portare all’annullamento del concorso e quindi alle indagini della Procura.
«Sono stati consegnati questa mattina, 23 marzo, dalla Procura della Repubblica di Verona gli atti con cui l’Ateneo ha annullato, il 18 febbraio scorso, il bando di concorso per un posto da professore ordinario nel settore Otorinolaringoiatria, audiologia e foniatria del 22 settembre 2025. La condivisione di questa ultima documentazione si inserisce all’interno dell’indagine esplorativa della Procura avviata sul caso cui l’Ateneo sta collaborando».
A farlo sapere è una nota della stessa Università veronese che spiega: «Gli atti acquisiti sono relativi all’annullamento del bando di concorso dovuto a un contrasto tra la procedura concorsuale prevista nella programmazione di Ateneo e quella recepita nel bando di concorso approvato il 17 giugno 2025 dal Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili. L’Università di Verona ribadisce il proprio impegno a operare con la massima trasparenza e responsabilità nella gestione delle procedure, nel rispetto delle regole e delle prerogative istituzionali».






