22.6 C
Verona
23 Maggio 2024
Economia In evidenza ultimaora

Verona, analisi della Spi-Cgil sulle pensioni: donne penalizzate e importo medio di 992,63 euro

Gli ultimi dati elaborati dall’archivio statistico dello Spi Veneto sulle pensioni del settore privato disegnano un quadro sociale di grave criticità sociale. Anche a Verona, infatti, decine di migliaia di pensionate e pensionati veronesi sono costretti a vivere con importi di pensioni che gravitano pericolosamente attorno alla soglia della pensione sociale che per il 2021 è di 5.983,64 euro annui (pari a 498,63 euro al mese).

Nel territorio scaligero, senza contare i pensionati del pubblico impiego, vengono erogate ogni mese 260.580 pensioni che corrispondono a circa 200.446 pensionati o pensionate per un importo medio di 992,63 euro per ogni pensione, sensibilmente inferiore alla media regionale che è di 1.002,72 euro (a far peggio sono soltanto Rovigo e Belluno).

Ben il 64% delle pensioni erogate, 167.350 in cifra assoluta, sono pensioni “povere”, cioè al di sotto dei mille euro al mese. Si dovrebbe anzi dire poverissime, dal momento che l’importo medio in questa fascia è di appena di 526,73 euro al mese. Sebbene tale cifra non si discosti tanto tra maschi e femmine, nella fascia più bassa delle pensioni le donne sono enormemente più rappresentate che gli uomini: l’82% delle pensionate sono infatti pensionate “povere” o “poverissime”, mentre i maschi pensionati che percepiscono meno di mille euro al mese sono “solo” il 42%. In termini assoluti si stima che tale condizione di criticità a Verona e provincia coinvolga 91.472 pensionate e 37.300 pensionati per un totale di 128.731 cittadini.

Come se la cavano, dunque, queste persone? Se la cavano cumulando più di una pensione, dal momento che, sempre stando alle medie, ad ogni pensionato corrispondono circa 1,3 pensioni. Nel caso delle donne più spesso è la pensione di reversibilità del marito. Ma con queste cifre, sbarcare il lunario non è facile soprattutto se fuori di casa non trovano servizi pubblici all’altezza.

«Come Spi Cgil, insieme ai sindacati dei pensionati di Cisl e Uil promuoviamo una riforma delle pensioni che tenga conto delle difficoltà concrete delle persone, sia nel senso di sostenere il reddito delle pensioni più basse, ad esempio con la richiesta della quattordicesima mensilità, sia nel favorire il pensionamento delle categorie deboli come caregiver, disoccupati lavori gravosi o usuranti attraverso meccanismi di uscita dal mondo del lavoro che non siano troppo penalizzanti sui già modesti assegni. Per i giovani occorre prevedere una pensione di garanzia a copertura dei buchi contributivi indotti da un mercato del lavoro che negli ultimi decenni è fortemente orientato alla precarietà», conclude Adriano Filice, Segretario generale Spi Cgil Verona.

 

Condividi con:

Articoli Correlati

Meteo, nuovo allarme per forti piogge su tutto il Veneto dal pomeriggio a domani

massimo

Verona, convegno per i 60 anni dalla morte dell’archeologo Francesco Zorzi, primo direttore del Fioroni

massimo

Legnago, l’amministrazione uscente nomina il nuovo consiglio di amministrazione di Fondazione Fioroni

massimo

Primo Giornale in distribuzione nel Basso Veronese, sempre scaricabile e sfogliabile

mirco

Valpolicella, approvato il bilancio del Consorzio di tutela della Doc: 3,8 milioni di fatturato

massimo

Verona, domenica a Villa Buri la “Festa dei Popoli” con tema “In cammino per la pace”

massimo