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16 Giugno 2021
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Verona, apre domani la mostra “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”

Una mostra diffusa per continuare a raccontare “Il mito di Verona” tra Dante e Shakespeare affermando così sempre di più l’identità Dantesca della città scaligera e con essa il suo afflato cultural-turistico globale. Che porta fino a Shakespeare ed al suo Giulietta e Romeo.

È quanto vuol essere la rassegna “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona” che si inaugura oggi e che sarà aperta dall’11 giugno al 3 ottobre alla Galleria d’Arte Moderna “Achille Forti” a Palazzo della Ragione, nel cuore della città scaligera dietro piazza Erbe. Realizzata dal Comune di Verona attraverso i suoi Musei Civici con la collaborazione del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona, e che costituisce uno dei fulcri dell’articolata mostra diffusa ideata per le celebrazioni del centenario Dantesco, che prevede il duplice omaggio al Poeta e alla città di Verona, che gli diede “lo primo tuo refugio e ’l primo ostello” (Paradiso, XVII, 70).

Il progetto espositivo prevede una selezione di oltre 100 opere tra dipinti, sculture, opere su carta, tessuti e testimonianze materiali dell’epoca scaligera, codici manoscritti, incunaboli e volumi a stampa in originale e in formato digitale provenienti dalle collezioni civiche, dalle biblioteche cittadine, da biblioteche e musei italiani ed esteri. E copre un arco cronologico compreso tra Trecento e Ottocento sviluppandosi su due nuclei tematici: uno che ricostruire il rapporto tra Dante, Verona e il territorio veneto nel primo Trecento ed il secondo che si concentra sul revival ottocentesco di un medioevo ideale tra Verona e il Veneto, fino ad arrivare appunto al mito Shakespeariano. Con le tragiche vicende legate al tema dell’amore e degli amanti sfortunati, di Pia de’ Tolomei e Paolo e Francesca, tema che introduce il mito di Giulietta e Romeo, giovani innamorati nati dalla penna di Luigi da Porto nel Cinquecento e resi celebri da William Shakespeare in tutto il mondo.

Tra le opere in mostra, da non perdere i tre disegni di Botticelli, prestigioso prestito del Kupferstichkabinett di Berlino. In particolare, quello di Dante e Beatrice. Paradiso II, è stato scelto come immagine coordinata della mostra diffusa, che sviluppa graficamente il tema dell’itinerario dantesco nel Paradiso e lo traduce nel cammino del Poeta, guidato da Beatrice, lungo le strade di Verona, alla scoperta dei luoghi legati alla sua memoria.

«Questa, infatti, è la terza rassegna dedicata ad Alighieri che apriamo in città – ha sottolineato l’assessore alla cultura del Comune scaligero, Francesca Briani -. Con Verona che diventa protagonista della vicenda del Sommo Poeta, dalla mappa turistica e culturale legata a 21 luoghi di Dante a Verona, alla statua di Dante scolpita da Ugo Zannoni nel 1965, sesto centenario della nascita del Poeta, collocata in piazza dei Signori e che è stata al centro di un importante restauro. A questo si aggiungono le rassegne “Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur” a Castelvecchio, “La mano che crea. La Galleria pubblica di Ugo Zannoni” alla Galleria d’arte moderna “Achille Forti” e ora “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona” che va a coronare questa mostra diffusa che coinvolge tutta la città in una proposta culturale globale. E questo nel segno di una ritrovata identità dantesca che vogliamo diventi stabile per Verona, in una relazione stretta con l’Università ed i massimi studiosi mondiali di Dante. E questo anche per puntare sempre più su un turismo di qualità per la nostra città d’arte».

«Quando abbiamo costruito questo progetto eravamo nel pieno della pandemia con tutto chiuso – ha ricordato il sindaco di Verona, Federico Sboarina -. Vederla oggi allestita e pronta per l’inaugurazione è un bel segno di ripartenza. Ma è anche il simbolo di una città unita, dove Comune, Università, associazioni culturali hanno lavorato assieme. Verona deve essere orgogliosa di questo anche perché è grazie a progetti del genere che ripartiamo, che rivediamo finalmente tanti turisti in città. E Verona ha tante storie da raccontare che hanno caratura internazionale».

(Nella foto la presentazione della mostra)

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