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30 Settembre 2022
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Verona, arrestati dalla Polfer e dalla Guardia di Finanza due narco-trafficanti e sequestrati 1,3 kg di droga

La Guardia di finanza e la Polizia Ferroviaria di Verona hanno arrestato due corrieri internazionali di stupefacenti, sequestrando 1,3 chili di droga. I narcotrafficanti, un uomo e una donna di nazionalità nigeriana, rispettivamente di 33 e 22 anni, sono stati fermati ieri mattina mentre erano a bordo del treno Frecciarossa proveniente da Genova e diretto a Venezia.

L’atteggiamento particolarmente prudenziale e guardingo dei due extracomunitari durante il rapido giro di controlli effettuato a bordo del treno dagli uomini della Polizia Ferroviaria congiuntamente con i Finanzieri scaligeri, ha insospettito gli agenti. E i dubbi sono diventati ancora più forti allorquando i due, incalzati da una serie di domande circa i motivi della loro presenza sul treno, hanno mostrato segni di nervosismo e insofferenza, affermando di avere un regolare permesso di soggiorno in Italia.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale veronese e i poliziotti della Polfer hanno quindi deciso di approfondire i controlli invitando i due cittadini nigeriani a scendere dal treno. Informata subito la locale Autorità giudiziaria si è proceduto con i necessari accertamenti. Il comportamento dei fermati ha fatto intuire che avessero potuto ingerire ovuli contenenti stupefacente e pertanto sono stati accompagnarli presso i nosocomi di Verona e San Bonifacio per più approfonditi esami medici.

Le radiografie a cui le stesse persone sono state sottoposte hanno, in effetti, confermato la presenza di numerosi ovuli. La sostanza stupefacente trasportata è del tipo cocaina (645 grammi) ed eroina (617 grammi), per un totale complessivo di 112 ovuli. I due sono stati arrestati con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e successivamente associati presso la Casa Circondariale di Verona, dove sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria scaligera. I cosiddetti “bodypackers” rischiano una condanna la cui pena massima può raggiungere anche i vent’anni di carcere e una multa di 260 mila euro.

L’operazione continua ora per capire a chi fosse diretta la droga in territorio veneziano.

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