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24 Aprile 2024
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Verona, Benini al sindaco: «Quella di Emma Foà, morta ad Auschwitz, è una storia da ricordare. Perché sono state sospese le celebrazioni?»

Federico Benini, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Verona

Dal 1993, quando le fu intitolata la scuola d’infanzia di vicolo San Bernardino 10, la stessa che aveva diretto e dove aveva insegnato fino all’avvento delle leggi razziali del 1938, il Comune di Verona celebra la figura di Emma Foà. Veronese di nascita, educatrice di professione, Foà morì tragicamente nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1944 al termine di sei lunghi anni di persecuzioni in quanto “appartenente alla razza ebraica”.

Negli anni la sua figura divenne simbolo delle sofferenze patite dai perseguitati e deportati veronesi nonché simbolo di speranza e di riscatto per le future generazioni attraverso l’educazione ai valori della  lealtà, dell’onestà, della dignità e del rispetto per la persona umana.

Ogni anno, pertanto, il Comune comunicava annualmente alla scuola la data della cerimonia al fine di permettere all’istituto di organizzare gli eventi. Questo fino al 2016, poi più nulla. Malgrado la grande disponibilità della scuola e degli stessi genitori degli alunni, dal 2017 non è stato più organizzato nulla, fatta eccezione per una corona di fiori depositata in sordina, senza cerimonia, nel 2018.

«Con un’interrogazione, che vuole essere scevra da ogni polemica contingente, chiedo all’amministrazione di rendere conto di questa “dimenticanza”, oppure di rendere note le motivazioni che la inducono a trascurare una simile vicenda, particolarmente importante in un mese in cui si celebrano sia la Giornata del Deportato (5 Aprile), riconosciuta dal calendario delle manifestazioni istituzionali del Comune, che la festa nazionale della Liberazione (25 Aprile) – afferma Benini -. Ritengo la partecipazione una condizione irrinunciabile per mantenere viva sia la memoria che la libertà. Ignorare la disponibilità della scuola e dei genitori è pertanto un grave errore, da qualunque punto di vista la si voglia vedere. Un errore al quale chiedo di porre rimedio prevedendo la ripresa delle attività celebrative per questa nostra concittadina».

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