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27 Novembre 2022
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Verona, Bertucco (Sinistra): «In 3 anni Amt ha buttato 1,2 milioni in consulenze per la filovia»

«Le opere pubbliche veronesi e le operazioni societarie che avrebbero dovuto consolidare e migliorare la posizione della città in tema di energia, ambiente, trasporti e mobilità pubblica hanno finito per ingrassare soltanto i consulenti delle aziende partecipate mentre i cittadini non hanno visto neanche l’ombra di quanto promesso dall’amministrazione».

Lo afferma, oggi, Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, spulciando i dati dei bilanci 2019 delle partecipate dal Comune di Verona. «Ci si chiede da tempo a quanto ammontino le consulenze attivate da Agsm per la fusione con Aim: ebbene, con la redazione del Piano di Razionalizzazione 2020 delle aziende partecipate comunali, previsto per legge, l’amministrazione e l’azienda sono state costrette a rilasciare almeno i dati 2019, che raccontano di già 300 mila euro circa spesi. Non oso immaginare a quanto saranno salati i conti del 2020. Nell’anno in corso le due principali vicende societarie, filobus e fusione, hanno infatti raggiunto l’apice di attività per poi smorzarsi in entrambi i casi come un fuoco di paglia – spiega Bertucco -. Risparmio sulle bollette? Viabilità meno intasata? Città meno inquinata? Gli unici a trarre beneficio dalla lunga vicenda del filobus, a cui Barini ha dato la mazzata forse finale con la rescissione del contratto, sono stati i consulenti di Amt che dal 2016 hanno intascato 1,2 milioni di euro. Parliamo solo del filobus, naturalmente le consulenze totali di Amt ammontano a molto di più: 1,980 milioni di euro tra il 2016 e il 2019. Niente male per un’azienda la cui attività è notoriamente residuale occupandosi soltanto della sosta a pagamento».

«Una grande mangiatoia che gli uffici hanno dovuto ricostruire andando a spulciare i bilanci delle singole controllate perché la capogruppo Agsm non ha fornito alcun dato riassuntivo – accusa ancora il consigliere comunale -. Alle consulenza vanno comunque aggiunte le spese per le sponsorizzazioni che Agsm holding, ancora una volta, non fornisce, o meglio fornisce mischiate alle spese di pubblicità rendendole inutilizzabili al fine della determinazione del raggiungimento degli obiettivi».

«È facile prevedere che Agsm supererà di slancio i 700 mila euro ipotizzati, ma questa è solo una goccia nel mare delle consulenze che vedono la multi-utility veronese sfiorare i 4 milioni di euro di prestazioni professionali esterne nel solo 2019. La sola Agsm dichiara di aver speso un totale di 2,356 milioni di euro; Amia 441 mila; Serit 370 mila; Megareti 280 mila; Agsm Energia 217 mila; più altre centinaia di migliaia di euro da parte della pletora delle altre piccole controllate per un totale di 3,839 milioni di euro – è il conto finale tirato da Bertucco -. Le partecipate chiudono il 2019 con molti obiettivi di contenimento della spesa non raggiunti. E il sindaco è lì pronto ad alimentare la mangiatoia con il manuale Cencelli ancora tra le mani».

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