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17 Aprile 2024
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Verona, condanna a 5 anni e 6 mesi per il casolare degli orrori con 31 cani, 1 canarino e 9 gatti

Una condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione oltre a 1500 euro di multa e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per il reato di maltrattamento di animali, incendio doloso e diffamazione per Isabella Flores. Questa la sentenza del Tribunale di Verona nella vicenda che ha visto la Lav (Lega antivivisezione) di Verona parte civile a tutela degli animali (31 cani, un canarino e 9 gatti) trovati in condizioni indecenti in un casolare del Veronese.

Il caso risale a circa 5 anni fa: è il 16 dicembre del 2017 quando, dopo alcune segnalazioni, il Nipaf (Nucleo investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) entra a perquisire una cascina disabitata a Palazzina di Sona in provincia di Verona. Trovano una situazione sconvolgente e sequestrano il casolare. Al suo interno una scena raccapricciante: 31 cani, un canarino e una quindicina di gatti. «Arrivavano tutti dal Sud Italia, da canili o da famiglie di volontari che li avevano spediti al Nord per migliorare le loro condizioni di vita, garantendo all’architetta soldi per accudirli, totalmente ignari di quale fosse invece la situazione a Verona», spiega Lorenza Zanaboni, responsabile Lav di Verona.

Anche le basilari norme igienico-sanitarie erano completamente assenti. «I pavimenti del casolare erano coperti di spessi strati di vomito e deiezioni – racconta Zanaboni -. Le finestre erano serrate e gli ambienti privi di luce naturale e senza aria. Gli animali si trovavano in condizioni gravissime: una cagnolina paralizzata strisciava nella sporcizia, molti cani avevano ferite da morsi».

Il Nipaf pose sotto sequestro i 31 cani, il canarino ma non tutti i gatti rinvenuti nel corso del sopralluogo, perché una parte di essi fu fatta sparire poco prima del recupero. Poiché 2 gatti dei 9 in effetti sequestrati morirono, e alla Flores è stato contestato il maltrattamento di animali aggravato dalla morte.

Qualche giorno dopo il sequestro degli animali la Flores, al fine di eliminare ogni traccia inerente lo stato dei luoghi, diede fuoco alla cascina di proprietà di un soggetto anch’egli costituitosi parte civile nel processo e risarcito dal giudice per il danno subito. Gli animali sequestrati vennero inizialmente affidati in custodia giudiziaria al sindaco di Sona, ma dopo un mese la custodia fu trasferita in capo a Lorenza Zanaboni, di Lav Verona, che si è presa cura di questi poveri animali garantendo loro benessere e dignità. A seguito di un decreto del Gip Paola Vacca tutti gli animali sequestrati sono stati messi in sicurezza attraverso la cessione definitiva alla Lav che poi ha curato l’adozione di tutti gli animali.

«Il processo è durato alcuni anni e ha visto impegnati numerosi legali – riprende Zanaboni – tra cui l’avvocato Emanuela Pasetto che si è costituita parte civile per Lav a cui sono stati liquidati 3000 euro per danni non patrimoniali e 18000 euro per danni patrimoniali».

Anche alla luce di questo caso, purtroppo analogo a molti altri, si inserisce la decisione di Lav di dare vita agli sportelli contro i maltrattamenti sugli animali, inaugurati a Verona e Trento e già operativi da un paio di settimane. E proprio nell’ottica di continuare a tutelare i diritti degli animali, altre città nel 2023 vedranno l’apertura di questo servizio necessario e forte della collaborazione con le autorità competenti e le Istituzioni locali.  

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