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2 Agosto 2021
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Verona, confermato lo sciopero delle maestranze della Fondazione Arena: salta l’Aida

Confermato lo sciopero delle maestranze della Fondazione Arena: stasera salta l’Aida. Non c’è stato l’incontro che, ieri, avrebbe dovuto cercare un accordo per evitare il blocco delle attività da parte dei lavoratori areniani. Un vertice che era stato invocato dallo stesso sindaco di Verona e presidente della Fondazione, Federico Sboarina, l’altra sera, chiedendo alla direzione, in particolare alla sovrintendente Cecilia Gasdia ed al direttore generale Gianfranco De Cesaris, di predisporre un protocollo d’intesa da sottoporre il giorno dopo (ieri per chi legge, ndr) ai sindacati. Col diktat del primo cittadino: «Siamo nella fase della ripartenza e questo non è il momento di fare scioperi».

Invece, lo sciopero si farà e unitario, indetto ancora il 2 luglio dalle rappresentanze sindacali (Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Fials-Cisal). «Per riaprire le trattative e sedersi ad un tavolo vi devono essere delle novità e inoltre noi avevamo chiesto che, dopo la presa di posizione del sindaco, fosse proprio lui il garante di queste nuove proposte», dice Ivano Zampolli della Cisl. «Lo sciopero si poteva evitare imbastendo, nei mesi, concrete e costruttive relazioni sindacali e offrendo, anche all’ultimo minuto, un segno di reale discontinuità – aggiunge Mario Lumastro della Cgil -. Come sindacati abbiamo sempre cercato il confronto ma la Fondazione non può pensare, all’ultimo minuto con uno sciopero dichiarato il 2 luglio, di ripresentarsi con lo stesso schema».

I sindacati temono che il Festival programmato (42 serate), nell’attuale situazione pandemica ancora in corso, rischi di mettere di nuovo a soqquadro i conti della Fondazione, usciti da poco da anni di commissariamenti vari. E solo grazie ad un cospicuo intervento finanziario del Comune di Verona, della Provincia, di Cattolica e di imprenditori privati.

«La gente deve sapere che questo Festival è stato costruito sul dolore di tanti professionisti che dalla Fondazione sono stati messi alla porta o che si sono visti costretti a rinunciare a tutti i loro diritti per poter lavorare – concludono i sindacalisti -. E questo dopo un anno di pandemia che ha messo alla fame l’intero settore dello spettacolo. Per il bene della Fondazione Arena e dei suoi lavoratori è ora di cambiare e per questo domani scioperiamo».

«Dietro all’immagine perfetta che la dirigenza e il presidente di Fondazione Arena vogliono veicolare eleggendo questo Festival lirico a simbolo e volano di una ripartenza economica della città, la situazione reale della Fondazione e dei suoi lavoratori è invece drammatica – sottolinea Zampolli -. Lo sciopero unitario proclamato dieci giorni fa per tutta la giornata del 15 luglio, compresa la rappresentazione di “Aida”, è la conseguenza inevitabile dell’atteggiamento di chiusura rispetto alle richieste di risoluzione di gravissimi problemi e criticità che riguardano il futuro e la sopravvivenza stessa della Fondazione Arena».

I dubbi dei sindacati riguardano il numero di serate pari ad un Festival areniano tradizionale, ma con capienza ridotta a circa un terzo per le restrizioni Covid. «Abbiamo richiesto insistentemente, ma invano, totale trasparenza sui conti e garanzie reali ed esigibili sulla sostenibilità economica della stagione estiva e sulla sua compatibilità con una programmazione e un’occupazione piena a 12 mesi – conclude Lumastro -. Scelte avventate potrebbero essere in questo momento fatali, se invece che essere frutto di valutazioni responsabili a tutela della Fondazione rispondessero ad interessi esterni. È giunto il momento che queste garanzie arrivino e i lavoratori, dopo i sacrifici che sono stati loro imposti negli ultimi anni, sono pronti a tutte le forme di lotta per salvaguardare il proprio posto di lavoro».

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