15 C
Verona
26 Ottobre 2020
Cronaca In evidenza ultimaora

Verona, dall’Aismme una risposta alle famiglie con pazienti adolescenti e adulti affetti da patologie metaboliche

L’ Aismme, associazione formata da genitori di bambini affetti da patologie metaboliche ereditarie, nell’emergenza Coronavirus ha avviato il Progetto Aurora, un servizio di supporto psicologico a distanza, via telefono o videoconferenza, destinato a famiglie e pazienti adolescenti e adulti afferenti il Centro di Cura delle malattie metaboliche ereditarie dell’ospedale di Borgo Trento.

Il progetto, che rientra nella convenzione da poco stipulata tra Aismme e l’Azienda ospedaliera di Verona, durerà due anni e consulenza e sostegno verranno offerti gratuitamente da Aismme grazie anche al sostegno non condizionato di Sobi (industria biofarmaceutica multinazionale dedicata alle malattie rare). Vi lavorano psicologi e operatori già formati al sostegno di famiglie di piccoli pazienti e pazienti adulti con questo tipo di patologie, e si propone di fare da ponte tra il Centro di cura e il domicilio, tra la necessità di tradurre le raccomandazioni cliniche in buone pratiche quotidiane a casa e nell’ambiente di vita.

Alcuni centri di cura delle malattie genetiche metaboliche, come quello dell’Ospedale di Borgo Trento, offrono servizi di supporto e consulenza psicologica. Ma è possibile accedervi solo durante i ricoveri o gli accessi Day Hospital, e quindi le direttive attuali, avendo ridotto il carico di visite ambulatoriali per tutelare e ridurre i rischi, non permettono di effettuare i servizi nella stessa maniera.

“Il Progetto Aurora si prefigge di dare risposte concrete, ascolto e sostegno psicologico a una o più persone contemporaneamente attraverso il telefono o una piattaforma digitale che permette la connessione video – spiega la presidente di Aismme, Cristina Vallotto –. Propone inoltre incontri in gruppo a caregivers e piccoli o grandi pazienti, a famiglie con i figli aventi la stessa patologia per lo scambio di esperienze e la condivisione di soluzioni dei problemi inerenti la gestione del bambino e dell’adulto. Inoltre, qualora fosse necessario, la persona può essere avviata ad una presa in carico psicoterapeutica, di sostegno psicologico e/o psichiatrico a livello territoriale. La psicologa resta comunque a disposizione dell’utente per accompagnarlo anche in questa fase ed individuare un percorso adatto, sollevando quanto più possibile la persona dalla solitudine e dallo smarrimento».

Per informazioni: www.aismme.org.

Articoli Correlati

Coronavirus, nuova ordinanza di Zaia: didattica a distanza per il 75% degli studenti

massimo

Bruxelles, Borchia (Lega): «I fondi del Meccanismo per collegare l’Europa devono tornare ai territori»

massimo

Verona, in municipio la mostra “I ponti in cemento armato”

massimo

Verona, ricatta l’amante per anni facendosi dare 20 mila euro: arrestata

massimo

Meteo, piogge e temporali fino a domani pomeriggio

massimo

Verona, webinar in Università su “Ripensare le città”

massimo