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17 Gennaio 2021
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Verona, protesta della Rete degli Studenti Medi scaligeri: «La scuola si fa a scuola»

Manifestazione stamattina davanti alle scuole superiori di Verona della Rete degli Studenti Medi scaligeri, in collaborazione con il movimento di opinione “Ridateci la Scuola”, nell’ambito di iniziative oggi organizzate in tutto il Veneto e in tutta Italia dal Comitato Priorità alla Scuola. Un gesto pacifico ma rappresentativo egli studenti per dire a tutti con tanti cartelli che «La scuola si fa a scuola».

«Dopo l’ulteriore rinvio dell’apertura delle scuole superiori, annunciato ieri dal Presidente Conte, siamo molto preoccupati: poco è stato fatto in questi mesi per risolvere le criticità dei settori che seppur diversi sono collegati con la scuola, come i trasporti e la medicina territoriale, e c’è timore che se nessuna iniziativa concreta verrà assunta la data del sette gennaio potrà essere ulteriormente prorogata. È da Marzo ormai che chiediamo progettualità sulla scuola, manca un piano organico su quello che dovrebbe essere il rientro: ci chiediamo se il 7 gennaio saranno sparite le classi pollaio e gli autobus pieni – dichiara Camilla Velotta, coordinatrice della Rete degli Studenti Medi di Verona. – Ci sembra di essere completamente dimenticati da chi invece dovrebbe tutelarci, la stessa assessora regionale Elena Donazzan continua a negare qualsiasi possibilità di confronto con chi, come noi, vive i luoghi del sapere a 360 gradi. Desideriamo sotto questo profilo, essere coinvolti nei tavoli regionali di discussione istituzionale sulla scuola».

«Senza interventi strutturali e mirati a trasporti e medicina territoriale la chiusura rischia di essere prorogata e la didattica a distanza di diventare strumento strutturale e non emergenziale. L’esperienza scolastica è fondamentale per preservare la salute psicofisica dei ragazzi e per gli impatti che i vissuti di questa fase di crescita hanno nella costruzione della persona adulta. La didattica a distanza non è scuola, non consente la relazione tra pari e tra studente e insegnante – conclude conclude Rachele Peter di Ridateci la Scuola -. Riteniamo pertanto che le nostre autorità debbano fare tutto il possibile per consentire una riapertura delle scuole superiori in presenza e in sicurezza e per dare voce ad esigenze di studenti e genitori».

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