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16 Luglio 2024
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Verona, domani corteo in centro per lo sciopero generale del settore privato

Dopo la protesta dei dipendenti pubblici, ora tocca ai lavoratori e alle lavoratrici dei settori privati incrociare le braccia: lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil per venerdì 24 novembre riguarda l’agricoltura, le attività produttive e della manifattura, i servizi privati e prevede cortei locali in tutte le città del Nord Italia. A Verona il presidio e l’avvio della manifestazione è fissato in piazza Cittadella alle 10. Numerosi autobus e vari mezzi affluiranno da diversi punti della provincia. Il corteo muoverà verso Valverde per poi raggiungere piazza Renato Simoni e proseguire lungo via Locatelli, corso Porta Nuova, via Battisti, via Montanari per fare quindi ritorno in piazza Cittadella, con il comizio conclusivo.
«Come nel settore pubblico, anche nel privato le assemblee sindacali hanno fatto emergere il profondo malessere dei lavoratori rimasti contrariati e talvolta anche delusi per il mancato recupero del potere d’acquisto dei salari che i ritocchi di aliquota Irpef e la misura temporanea della decontribuzione, non sono in grado di mantenere. Da ormai 10 anni le retribuzioni dei lavoratori non crescono. È urgente tornare a dare valore al lavoro, rilanciare la contrattazione collettiva detassando i premi di risultato – dicono Francesca Tornieri, segretaria generale della Cgil Verona, e Giuseppe Bozzini, coordinatore provinciale di Verona della Uil Veneto -. Bruciante è poi la delusione sulle pensioni, laddove la manovra economica del governo alza l’asticella per tutte le pensioni anticipate e dimostra chiaramente la volontà di andare a toccare anche i diritti acquisiti. Non si può continuamente coprire le difficoltà di bilancio facendo cassa con i soldi dei pensionati. Tra i giovani è viva la preoccupazione per l’accresciuta precarietà del lavoro determinata dalla liberalizzazione delle causali dei contratti atipici o a tempo determinato che allontana la possibilità di un contratto stabile.
Il Governo tenta di far crescere l’occupazione aumentando precarietà e povertà lavorativa. Serve, invece, una nuova politica economica che rilanci gli investimenti e i servizi pubblici, riduca le disuguaglianze e porti un po’ di equità e giustizia sociale, è il filo rosso delle mobilitazioni che tengono insieme le richieste di lavoratori e lavoratrici, di pensionate e pensionati».

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