I militari della Stazione Carabinieri di Verona Principale l’8 ottobre hanno dato esecuzione a una misura cautelare interdittiva del divieto dell’esercizio della professione medica per la durata di 9 mesi, emessa dalla Procura della Repubblica di Verona nei confronti di un dirigente medico esercitante nel territorio scaligero all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. La professionista è gravemente indiziata dei reati di truffa e falsità ideologica.
Il provvedimento scaturisce da un’articolata attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Verona Principale tra i mesi di agosto e dicembre 2025, che ha permesso di appurare come la dottoressa, nel periodo compreso tra giugno e luglio 2025, abbia, in più occasioni, ricevuto dai pazienti il relativo compenso in contanti e “in nero”, provvedendo poi a registrare tali visite come prestazioni erogate tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). E questo essendo autorizzata e retribuita per l’esercizio della libera professione “intramoenia”. Inoltre, avrebbe falsificato la documentazione sanitaria attestante la natura e la tipologia dell’attività medica svolta, percependo indebitamente dall’Azienda Ospedaliera l’indennità lorda annua pari a € 17.599 relativa allo svolgimento dell’attività libero-professionale, oltre alla somma complessiva di € 380 incassata direttamente in danno di quattro pazienti.






