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7 Dicembre 2022
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Verona, dura vertenza sindacale alla Bertani Autotrasporti con i lavoratori in sciopero da una settimana

«Dopo aver ventilato la possibilità di una composizione della vertenza che dal 27 marzo tiene in agitazione i suoi 60 lavoratori in subappalto, da lunedì Bertani Autotrasporti si è chiusa a riccio confermando la volontà di praticare un inaccettabile dumping delle condizioni salariali e contrattuali».

Lo spiega Raffaello Fasoli, segretario generale della Filt Cgil di Verona, intervenendo oggi sulla dura vertenza che da settimane vede coinvolta la ditta che si occupa in particolare del trasporto della auto con le bisarche al Quadrante Europa. E che ha visto la settimana scorsa uno sciopero con il blocco di treni in arrivo dal brennero carichi di automobili.

«L’azienda, che con la scadenza dell’appalto dal 1° marzo si ritiene sollevata da ogni vincolo e responsabilità verso la propria manodopera in appalto, si è detta disponibile a riassumere soltanto una parte dei lavoratori, senza più alcun limite minimo, e soltanto attraverso agenzia interinale, riconoscendo loro l’inquadramento professionale ma non l’anzianità di servizio – dice il sindacalista -. Si tratta di condizioni inaccettabili e umilianti se si considera che alcuni di questi operai sono impiegati in questo stesso appalto da 15 o anche 20 anni, durante i quali hanno visto passare decine di cooperative e cambi appalto».

Secondo le organizzazioni sindacali, la manovra in atto potrebbe eludere le nuove norme sul cambio d’appalto fissate dal contratto nazionale della logistica del 3 dicembre 2017, che all’articolo 47 prescrive «passaggio diretto, senza soluzione di continuità, a parità di condizioni, di tutti i lavoratori impiegati nell’appalto stesso da almeno 6 mesi continuativi».

«Al momento, la posizione aziendale di pretesa deresponsabilizzazione sta in piedi soltanto perché le operazioni di carico e scarico delle autovetture dai treni alle bisarche vengono effettuate da personale interno dipendente, e si presenta quindi come una internalizzazione di servizi – avverte Fasoli -. Si tratta però di un assetto precario in quanto ad operare sul piazzale ora è il personale viaggiante della ditta, cioè gli autisti, che sarebbero adibiti a tutt’altre mansioni. Oltre a rappresentare un ripiego al limite delle regole, questa modalità operativa sta anche mettendo in forte tensione l’organizzazione aziendale interna».

Malgrado le difficoltà e l’atteggiamento di chiusura dell’azienda, i lavoratori in appalto confermano la volontà di vedere riconosciuti i propri diritti e hanno scelto di continuare ad oltranza lo sciopero iniziato una settimana fa. «Come sindacato diciamo che un eventuale calo di fatturato deve essere gestito con gli strumenti previsti dalla legge, non con i licenziamenti», conclude Fasoli della Filt Cgil.

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