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23 Maggio 2024
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Verona, Ferrari (Traguardi): «Tradite le prospettive di rilancio della Fondazione Arena»

«Un anno di stop per prepararsi alla ripresa, un anno che Fondazione Arena poteva utilizzare per sistemare le storture amministrative e di gestione del personale. Ma l’occasione è stata sprecata». Lo affermano Tommaso Ferrari, consigliere comunale, e Pietro Trincanato, presidente della civica “Traguardi” intervenendo sulla polemica politica scoppiata dopo la conferma da parte dei sindacati dello sciopero di stasera che farà saltare Aida in Arena.

«I rapporti con i dipendenti sempre più tesi e la mancanza di volontà di distensione hanno fatto sì che si arrivasse impreparati alla stagione lirica 2021, come dimostra lo sciopero delle maestranze dalla messa in scena di stasera dell’Aida. La prospettiva di rilancio di cui parlava il sindaco Sboarina è stata totalmente disattesa – accusa Ferrari -. Alla pianta organica sottodimensionata e alla mancanza di risposte ai dipendenti su come si stia pensando di integrarla per adeguarsi alla normativa vigente, si somma la recente questione dell’organico aggiunto, che è stata anche oggetto di una interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Cultura e del Lavoro e politiche sociali dai senatori del Gruppo Misto Corrado, Angrisani, Granato e Lannutti lo scorso 10 giugno».

In pratica, per far fronte all’aumento di personale stagionale, le Fondazioni lirico sinfoniche attingono dall’elenco dei cosiddetti “aggiunti”, maestranze che, per legge, vanno assunte a tempo determinato secondo un ordine di priorità e in base agli anni di lavoro che hanno già effettuato per quel determinato ente.

«Ebbene, anziché rispettare l’ordine di priorità imposto dalla normativa, quest’anno Fondazione Arena ha scelto di far lavorare coloro rispetto ai quali non evidenziava rischi di possibili cause legali per l’assunzione a tempo indeterminato – avverte Trincanato -. In altre parole, per il timore di dover affrontare eventuali beghe legali, la Fondazione non ha rispettato la normativa e chi ne aveva il diritto si è visto negare la possibilità di lavorare. Sono passati quattro anni dagli annunci del sindaco e in Fondazione Arena si naviga ancora a vista».

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