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23 Febbraio 2024
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Verona, “Generazione Teatro” di Anderloni regala due giorni di “resistenza teatrale” con attori tanti studenti 

Il 27 e il 28 maggio, sul palcoscenico del Teatro Ristori di Verona vanno in scena tre spettacoli che raccontano la sesta edizione del progetto di “Generazione teatro” con cui da sue anni il registra veronese Alessandro Anderloni porta nelle scuole l’insegnamento ed il gusto della recitazione. Intesa anche come impegno civile.

Si inizia, lunedì 27 maggio (alle 20,30), con la Compagnia teatrale del Liceo Messedaglia di Verona che mette in scena “Resistere”, di Alessandro Anderloni. Un secolo di storia e dieci spaccati di resistenza civile: le lotte per i diritti delle mondine nelle risaie della Pianura Padana negli anni Venti, la ribellione alle Leggi Razziali del 1938; la scelta tra “salire in montagna” e arruolarsi nell’esercito della Repubblica di Salò dopo l’8 Settembre. E ancora la partigiana Rita Rosani e l’emancipazione della donna nel secondo Dopoguerra; i primi obiettori di coscienza al servizio militare negli anni Sessanta e le lotte per le assemblee scolastiche agli inizi dei Settanta. Infine il ricatto per ottenere un posto di lavoro, i doveri dei giovani del Duemila; l’omofobia verso un poliziotto gay e le manifestazioni di oggi, con addosso un gilet giallo.

Sempre di Anderloni sono testo e regia delle due successive rappresentazioni. “La prima assemblea”, in programma martedì 28 maggio (alle 20.,30) con la Compagnia teatrale “Pietro Sossai” dell’Its Marco Polo di Verona. All’Istituto Marco Polo nel 1969 spira il vento delle contestazioni studentesche. L’8 febbraio, giornata “delle matricole”, le rivendicazioni di studenti e studentesse si acutizzano nella richiesta di un’assemblea libera e autogestita. I giovani vogliono essere ascoltati: il sei politico, l’interrogazione di gruppo, il divieto di bocciare; poi l’emancipazione della donna, i tabù sessuali, l’educazione autoritaria, la Guerra nel Vietnam, il commercio internazionale di armi e l’imperialismo occidentale sono i temi di discussione. A fare da colonna sonora della gioventù che cambierà il Novecento sono i Beatles e Bob Dylan.

A seguire, la Compagnia Goethes Verona-Bühne del Goethe Zentrum di Verona interpreta “Der blaue hut” (il cappello blu), con traduzione di Rafaela Amabile. La rappresentazione è in lingua tedesca e italiana, con sopratitoli in italiano. La crisi del 1929 ha fatto sentire i suoi effetti a casa Eisbeck, benestante famiglia di origini berlinesi che a Verona ha fondato il suo impero imprenditoriale. Nella villa in Valpolicella la signora Eisbeck ha in mente un epilogo festoso all’inevitabile fallimento dell’azienda gestita da un marito sottomesso alla madre e incapace di prendere decisioni. Così, mentre il Signor Eisbeck è nelle mani degli strozzini, la sua dama si fa turlupinare da un ciarlatano in camicia nera che l’asseconda e la ridicolizza nei panni di un’improbabile Lola Lola, protagonista del film Der Blaue Engel interpretato da una giovane Marlene Dietrich. Nell’aria c’è il profumo della fine e del Nazismo che sta per arrivare.

Oltre 1.200 studenti e studentesse delle scuole primarie e secondarie di Verona e provincia hanno calcato, in queste sei edizioni, come attori ed attrici il palcoscenico grazie a “Generazione Teatro”. «La memoria è un atto di educazione civica. Tre spettacoli per raccontare il Novecento. Gli studenti e le studentesse ci ricordano cosa significa resistere e sperare», spiega il regista e autore Anderloni, descrivendo il progetto nato nel 2014 dalla collaborazione tra Fondazione Cariverona e associazione culturale Le Falìe.

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