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30 Ottobre 2020
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Verona, il Banco Farmaceutico grazie ad Aboca regala 500 confezioni di disinfettante mani al Centro salute immigrati

Banco Farmaceutico, grazie ad una donazione dell’azienda Aboca, azienda farmaceutica di Perugia che produce prodotti naturali al 100%, ha consegnato 500 confezioni di soluzione disinfettante mani (pari a un valore di 2.000 euro) al Cesaim, (Centro salute immigrati) di Verona. Il Cesaim, di comune accordo con Banco Farmaceutico, ha deciso di condividere la donazione, consegnandone 200 confezioni all’Associazione Amici del Banco Alimentare del Veneto onlus con sede a Verona.

In seguito alla prima fase del Covid-19, le richieste di aiuto ai due enti beneficiari da parte delle fasce più deboli della popolazione sono considerevolmente aumentate. Di conseguenza, è aumentata la necessità di coinvolgere un maggior numero di volontari i quali, senza le necessarie protezioni, non potrebbero svolgere il proprio essenziale lavoro.

La consegna rientra nell’ambito delle Donazioni Aziendali di Banco Farmaceutico che, assieme alla Giornata di Raccolta del Farmaco che si svolge ogni anno a febbraio e al Recupero Farmaci Validi che si svolge tutto l’anno nelle farmacie aderenti, rappresenta uno dei tre pilastri del sistema di raccolta e recupero medicinali dell’Organizzazione.

«Il Cesaim è il nostro ente “storico” che assiste in questo momento migliaia di persone in difficoltà – spiega Matteo Vanzan delegato della Fondazione Banco Farmaceutico onlus per Verona -. Lo stretto contatto fisico con i pazienti rende necessario un uso massiccio dei disinfettanti per allontanare lo spettro del contagio da Covid-19. Da qui la richiesta d’aiuto della presidente Luisa Caregaro, alla quale siamo riusciti in breve tempo a dare risposta grazie alla sensibilità dei partner».

«L’antico rapporto di collaborazione e amicizia che ci lega alla Fondazione Banco Alimentare onlus, ci spinge a sostenere i suoi volontari che stanno lavorando a pieno ritmo vista la situazione di forte bisogno economico e l’aumento degli assistiti che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena a causa della pandemia – spiega Michele Lonardoni rappresentante del Banco Farmaceutico delegato ai rapporti con gli enti socio assistenziali -. Possiamo affermare che noi nasciamo vent’anni fa dall’esperienza di alcuni amici volontari del Banco Alimentare di Milano che, impegnati nella oramai famosa Colletta, si sono posti il problema anche del fabbisogno farmaceutico. Da allora è maturata una fruttuosa cooperazione che si è consolidata nel tempo anche grazie al meritorio impegno di Adele Biondani e Stefano Guidi, rispettivamente presidente e direttore del Banco Alimentare del Veneto».

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