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29 Gennaio 2023
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Verona, il Comitato Cittadini contro il Tav: «Non serve, potenziamo la linea esistente e facciamo la metropolitana fino a Legnago

 

Rappresentanti del Coordinamento No Tav davanti alla basilica del Frassino a Peschiera del Garda, minacciata dal Tav

«A chi continua a sostenere che il Treno ad alta velocità (Tav) serve, vogliamo ricordare che il Tav le merci non le trasporta e che serve solo il 5% dell’ utenza ferroviaria e quindi non è certamente questa l’infrastruttura che può togliere persone e merci dalla strada e portarli su rotaia». Lo hanno affermato oggi a Verona i rappresentati del comitato “Cittadini contro il disastro Tav” durante una conferenza che ha fatto il punto sul progetto Brescia-Verona del Treno ad altà velocoità, dopo il sequestro, nel bresciano, delle cave su cui dovevano sorgere i  cantieri.

«Stiamo parlando di un’ opera concepita dopo la crisi petrolifera del 1973 ed il cui primo progetto presentato risale al 1992, che è stato bocciato e ripresentato nel 1996. Che stiamo parlando di un’opera il cui progetto risale al 1992 , quando tutto andava a gonfie vele e spendere 80 milioni di euro al chilometro sembrava non essere un problema mentre adesso ogni euro speso dallo stato è prezioso – ha spiegato Renato Peretti, membro del Coordinamento No Tav Brescia-Verona -. Proprio sul costo esorbitante dell’opera e sui suoi scarsi benefici dovrebbe essere basata l’analisi costi/benefici che il ministro Toninelli ha sempre detto di voler vedere prima di decidere se il Tav Brescia-Verona si farà o meno. Ci aspettiamo quindi che tenga fede a queste sue dichiarazioni fatte dal momento del suo insediamento prima di decidere su un’opera la cui realizzazione avrà ripercussioni pesantissime dal punto di vista ambientale sul territorio delle provincie di Brescia e di Verona».

«Al ministro Salvini facciamo presente che, come previsto dalla delibera del CIPE, per la linea Brescia-Verona il progetto esecutivo è subordinato all’ ottemperanza delle 309 prescrizioni tra cui l’ adeguamento dello stesso alle norme progettuali introdotte nel 2008, alla normativa antisismica in vigore oltre a varie problematiche ambientali per evitare problemi di inquinamento e di salute dei cittadini – ha aggiunto Daniele Nottegar, portavoce del Comitato -. Ed a proposito di inquinamento, sottolineiamo che a Lonato in provincia di Brescia sono stati sequestrati dai carabinieri forestali 13 ettari di una ex cava su cui doveva essere realizzato un cantiere logistico per il Tav, in quanto le analisi fatte hanno riscontrato la presenza nella falda acquifera di metalli pesanti ed elementi radioattivi che richiedono una bonifica e quindi la non realizzazione del cantiere stesso».

«La nostra proposta alternativa è la soluzione che l’ultimo contratto di programma Rfi-ministero delle infrastrutture prevede per il tratto di corridoio europeo Mediterraneo che va da Mestre a Trieste dove il Tav non si farà più, ma si potenzierà la linea esistente passando da un spesa prevista di 7,5 miliardi di euro a 1,8 miliardi con un tempo di percorrenza che si allungherà di soli 10 minuti. Tanti soldi pubblici risparmiati e che potranno essere utilizzati per le opere di cui tutti i giorni sentiamo veramente la necessità – ha concluso Peretti -. E con i soldi risparmiati si potrebbero finanziare opere veramente utili x il territorio come il collegamento ferroviario tra la stazione di porta nuova e l’ aeroporto, il potenziamento delle linee ferroviarie Verona-Rovigo e Verona-Mantova ed il collegamento con la metropolitana di superficie tra Verona e Legnago».

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