“Il Vangelo secondo il Dollaro” è il titolo del libro scritto dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi che lo presenterà domani, sabato 28 marzo alle 11 al Liston 12 in piazza Bra a Verona. A moderare l’incontro sarà l’avvocato Abbondio Dal Bon.
Nel suo libro Valdegamberi si propone di offrire una chiave di lettura critica della geopolitica contemporanea, mettendo in discussione la narrazione dominante che interpreta l’ordine internazionale come il risultato spontaneo della cooperazione tra democrazie. L’analisi si fonda sull’idea che le dinamiche globali non possano essere comprese esclusivamente attraverso categorie ideali come libertà, sicurezza e democrazia. Al contrario, il lavoro evidenzia il ruolo determinante di fattori strutturali quali finanza, debito ed energia, che orientano le decisioni strategiche delle grandi potenze.
Al centro della riflessione si colloca il dollaro, non solo come valuta, ma come strumento di potere globale. In particolare, viene approfondito il tema del debito pubblico statunitense e del cosiddetto “privilegio esorbitante”, concetto analizzato da Barry Eichengreen, che consente agli Stati Uniti di sostenere livelli di indebitamento difficilmente replicabili da altri Paesi, rafforzando al contempo la propria egemonia economica e politica.
Particolare attenzione viene rivolta ai tentativi di de-dollarizzazione e alle reazioni che essi suscitano sul piano geopolitico, incluse sanzioni, interventi militari e conflitti indiretti. In questo quadro, il controllo del dollaro e delle risorse strategiche emerge come una leva fondamentale del potere internazionale.
Questa chiave interpretativa viene applicata anche ad alcuni casi concreti della geopolitica contemporanea, tra cui il conflitto tra Russia e Ucraina, le tensioni con Iran e le dinamiche relative al Venezuela. In questi contesti, le questioni legate all’energia, al sistema finanziario internazionale e al ruolo del dollaro risultano centrali per comprendere le scelte strategiche e le forme di intervento adottate.
In conclusione, il lavoro si interroga sulla possibilità di costruire un ordine internazionale multipolare fondato non solo sull’equilibrio di potere, ma anche su principi di giustizia ed etica condivisa.






