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23 Maggio 2024
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Verona, il patron della Virtus Gigi Fresco indagato per truffa nel servizio di accoglienza a immigrati

I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona stanno eseguendo in queste ore un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo di oltre 12 milioni di euro, nei confronti di una società della provincia operante nel settore sportivo e del suo rappresentante legale, l’imprenditore 60enne Luigi («Gigi») Fresco (è il patron e l’allenatore della Virtus di Serie C), indagato per truffa nel servizio di accoglienza e assistenza a 700 migranti richiedenti protezione internazionale dal 2016 al 2018.

«Ci vengono contestate irregolarità burocratiche, in particolare riguardo alla statuto della società, ma noi abbiamo agito in modo corretto e trasparente –  ha dichiarato Fresco -. La Prefettura ha sempre controllato il nostro operato, con verifiche ogni due mesi. Confido nella regolarità del nostro operato e dei professionisti di cui ci siamo avvalsi. I 12 milioni non sono il guadagno della società ma la cifra che abbiamo sostenuto per le spese».

Il provvedimento è stato disposto dal Gip del Tribunale di Verona, Raffaele Ferraro, su richiesta del Sostituto Procuratore Maria Diletta Schiaffino. L’imprenditore è indagato per truffa aggravata nei confronti di un ente pubblico (la Prefettura di Verona), falsità ideologica in atto pubblico e turbata libertà degli incanti. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria per oltre due anni, con la collaborazione della Prefettura, che aveva segnalato irregolarità nella rendicontazione delle spese. La documentazione avrebbe contenuto false attestazioni sul possesso dei requisiti di partecipazione al bando, tra cui l’oggetto sociale, l’esperienza nel settore, il numero di operatori e l’idoneità delle strutture destinate all’accoglienza. La società aveva attestato in particolare di essersi impegnata nell’inserimento sociale degli immigrati attraverso attività a favore di giovani profughi provenienti dall’Albania nel 1989 e dalla ex-Jugoslavia negli anni dal 1991 al 1995, quando invece era stata costituita solo nel settembre 2000.

I Finanzieri hanno poi rilevato che l’oggetto sociale dichiarato alla Camera di Commercio era l’«esercizio di attività sportive ed attività ad esse connesse o strumentali», poi ampliato al fine di poter accedere ai bandi indetti dalla Prefettura.

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