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Verona, il sindaco non va in consiglio e la crisi di maggioranza sul caso Agsm è sempre più evidente

giugno 26, 2020 7:20 am Category: Cronaca, In evidenza, ultimaora Scrivi un commento A+ / A-

Il sindaco Federico Sboarina

Un sindaco in fuga davanti allo squagliarsi della sua maggioranza. Così, ieri sera, l’ha definito Michele Bertucco, consigliere comunale di Sinistra e Verona in Comune che con la sua “domanda di attualità” al primo cittadino, Federico Sboarina, ha tentato invano di portare in aula il dibattito sullo scontro politico interno al centrodestra sulla fusione Agsm, Aim e A2A, progettata dal sindaco ma fatta saltare dagli alleati Lega e Verona Domani.

Un caso che fa sempre più traballare la poltrona di Sboarina. E che assume anche aspetti giudiziari, quanto meno da Corte dei Conti: ammonterebbe, infatti, a 700 mila euro il valore delle consulenze pagate da Agsm a vari professioni per mettere in piedi il progetto di fusione con Aim Vicenza ed A2A Milano. Piano che oramai sembra sepolto nello scontro politico tra Lega e Verona Domani da una parte, e Fratelli d’Italia (partito di riferimento del sindaco) e il resto del centrodestra dall’altra. Col Carroccio che pare sempre più intenzionata allo strappo con gli alleati (e magari alle elezioni anticipate a settembre), riproducendo quanto avviene a livello veneziano e nazionale sul tema dell’Autonomia del Veneto su cui il governatore Zaia ha chiesto un impegno ufficiale a Fratelli d’Italia. Ma che per la controparte nasconderebbe soltanto il desiderio, malcelato da mesi, del Carroccio di correre da solo alle Regionali del Veneto, forte del consenso del suo presidente Zaia.

Uno scontro politico che ieri sera, a Verona, in consiglio, ha offerto il fianco all’opposizione, dal Pd ai 5 Stelle, ai Tosiani, a Bertucco che ha accusato: «Qui è in atto uno scontro furibondo dove valgono gli interessi dei partiti e non della città». Il primo cittadino e Daniele Polato (assessore alle partecipate e leader di FdI) non si sono presentati in aula a conclusione di una giornata concitata, tra interventi sul tema di tutto il mondo politico veronese, ma anche sindacale (preoccupato per i 2000 posti di lavoro che vale Agsm) e imprenditoriale (da Confidustria alla Camera di Commercio ad Apindustria su fronti però divisi sul tema fusione). Questo, dopo che l’altro giorno il primo cittadino aveva accusato la Lega di «aver cambiato idea su un progetto strategico per Verona e del quale avrebbe dovuto rendere conto ai dipendenti di Agsm ed ai cittadini».

Immediata la risposta del Carroccio, prima per bocca dell’ex presidente leghista di Agsm e onorevole, Paolo Paternoster: «Quello che sta accadendo è surreale, con una quantomeno strana accelerazione su una ipotesi di fusione di cui non si conoscono i contenuti. Nessuno conosce il progetto del presidente di Agsm in quanto, fino a qualche settimana fa, è stato segretamente celato nei suoi cassetti. Ricordo che Agsm è presente sul mercato internazionale dell’energia da oltre 120 anni, da sempre rappresenta la cassaforte di Verona con fatturati e utili in ascesa, investimenti milionari in infrastrutture, aumento esponenziale del numero dei clienti. Un’azienda che la Lega difenderà con i denti e che nessuno dovrà svendere».

E poi, a pochi minuti dall’inizio del consiglio comunale, un comunicato ufficiale congiunto delle segreterie di Verona e Vicenza, firmato dal commissario provinciale della Lega di Verona, Nicolò Zavarise (che è anche assessore alle attività economiche dalla giunta Sboarina) «in costante contatto col commissario della Lega di Vicenza, Matteo Celebron e l’amministratore unico di Aim, Gianfranco Vivian» e dove si afferma che «la Lega è favorevole ad un progetto di fusione tra le multiservizi dei rispettivi territori. Fusione che non può essere in questa fase vincolata alla individuazione di un terzo partner».

Quindi no al piano Sboarina che porta ad A2A, sì al patto con Aim. L’ennesimo smacco al sindaco, ed un avvertimento al presidente di Agsm, Daniele Finacchiaro, che per oggi a riconvocato il consiglio d’amministrazione della municipalizzata sempre per far passare il progetto di fusione a tre Agsm, Aim, A2A. E lo scontro a Verona continua.

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