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29 Novembre 2020
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Verona, incontro per riorganizzare il volontariato nell’emergenza Covid

Si è tenuto nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 28 ottobre, al Teatro Gresner di via Provolo a Verona, l’incontro sul ruolo dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore alla luce delle recenti disposizioni legislative di contenimento dell’epidemia da Covid. Si è trattato di un corso di formazione per i funzionari dell’Ulss sulla riforma del terzo settore, in particolare sul rapporto tra ente pubblico e realtà del terzo settore con un focus sull’associazionismo e sul ruolo del volontariato. Hanno partecipato il sindaco Federico Sboarina, il prefetto Donato Cafagna, il direttore generale dell’Ulss 9, Pietro Girardi, il presidente della Provincia, Manuel Scalzotto, il presidente della conferenza dei sindaci dell’Ulss 9, Flavio Pasini, e Chiara Tommasini (nella foto), presidente del Centro di servizio per il volontariato.

«Siamo tornati a fare attività online riducendo al minimo quelle in presenza – afferma Tommasini – sono aperte tutte le strutture che fanno attività per il soddisfacimento del bisogni primari della persona come i dormitori, il servizio ronda e gli empori della solidarietà presso i quali ci si aspetta un aumento delle persone che vi afferiscono. Il volontariato è relazione e oggi purtroppo viene a mancare proprio l’elemento fondante».

A fronte di tante associazioni che aumentano la loro attività ce ne sono altrettante completamente ferme come tutta la parte ospedaliera o di animazione nelle case di riposo che da marzo si sono dovute interrompere.

«Questo evento è fondamentale per consolidare una collaborazione con gli enti pubblici, per riflettere in maniera nuova su come attivare i servizi, per vedere il mondo del volontariato non solo come quello che fa il servizio ma anche quello che siede ai tavoli e pensa sin dall’inizio a predisporre delle risposte per la popolazione. Questo momento che abbiamo vissuto ha messo in luce ancora di più la necessità che abbiamo di un volontariato che sia forte», continua Tommasini.

Tante persone si sono rese disponibili e uno degli obiettivi del Centro di servizio del volontariato sarà quello di riuscire ad intercettare anche queste nuove forme di volontariato singolo ed episodico perché diventino volontari e si aggreghino alle realtà già esistenti. Un esempio sono gli studenti che si sono impegnati negli empori della solidarietà piuttosto che i ragazzi che si sono occupati di digitalizzare le associazioni per garantire i corsi per le persone malate di Alzheimer che prima si svolgevano in presenza.

«In questa fase particolare il volontariato è una risorsa preziosissima – ha dichiarato Girardi – il suo intervento era già stato essenziale a marzo ed è necessario tutti i giorni. Oggi ci troviamo in una situazione che impegna sempre di più gli ospedali. Purtroppo, il virus sta colpendo anche molti professionisti e questo ci sta facendo correre ai ripari anche dal punto di vista organizzativo. Ci sarà una dilatazione dei posti letto per l’area Covid, per le terapie intensive e per quelle sub intensive cercando comunque di preservare tutte le altre attività che non verranno dismesse ma leggermente riviste». (E.D.)

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