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6 Settembre 2026
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Verona, la Uil sulla Camera di Commercio: «Lavoratori senza risposte costretti ad arrivare fino al Prefetto»

La UIL FP di Verona denuncia una situazione ormai difficilmente sostenibile all’interno della Camera di Commercio di Verona, dove il personale è stato costretto ad arrivare fino alla Prefettura per vedere rappresentate problematiche che da mesi attendono risposte concrete.

È questo, per la UIL FP, il dato più grave dell’intera vicenda: per affrontare questioni che riguardano il personale, l’organizzazione del lavoro, le risorse economiche e il clima interno è stato necessario chiedere l’intervento del Prefetto, perché all’interno dell’Ente non si è riusciti a costruire un confronto capace di produrre soluzioni.

«Nneppure dopo l’apertura della procedura di raffreddamento la Camera di Commercio ha ritenuto di promuovere un incontro, né prima né successivamente, con la rappresentanza dei lavoratori per cercare di ricomporre la situazione. Per la UIL FP si tratta di una scelta grave, che rischia di approfondire ulteriormente una frattura ormai evidente tra i vertici dell’Ente e il personale del comparto», dice il segretario generale UIL FP Verona, Marco Bognin.

Lo stato di agitazione nasce da un quadro ben più ampio di una semplice rivendicazione economica. «Sono state rappresentate criticità sul clima aziendale, sull’organizzazione del lavoro, sulle relazioni sindacali, sul salario accessorio, sugli incarichi, sulle procedure assunzionali e sulle modalità di valutazione del personale – spiega il sindacalista -. Sul piano economico resta inoltre irrisolta la questione della decurtazione di oltre 32 mila euro delle risorse destinate nel 2026 al personale non dirigente e, più complessivamente, quella dell’equilibrio tra le risorse destinate a circa novanta lavoratrici e lavoratori del comparto e quelle riferite alla dirigenza».

A rendere ancora più preoccupante il quadro ci sono gli stessi risultati dell’indagine sul benessere organizzativo richiamata nella relazione portata in Prefettura, dalla quale emergono criticità sull’organizzazione, sull’equità, sulla performance e sul rapporto con la dirigenza.

«Quando dei dipendenti pubblici sono costretti ad arrivare davanti al Prefetto per essere ascoltati significa che qualcosa, nelle normali relazioni interne, non sta funzionando – conclude Bognin –. La UIL FP ha scelto di assumersi fino in fondo la responsabilità di rappresentare queste problematiche e di cercare una soluzione. Ci aspettavamo che dall’altra parte ci fosse almeno la disponibilità ad aprire un confronto vero. Non si può firmare una conciliazione soltanto per dichiarare chiusa una vertenza. Per la UIL FP conciliare significa ottenere risposte e costruire soluzioni per i lavoratori. In questo caso quelle risposte non sono arrivate».

».

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