«L’ennesimo episodio di violenza verificatosi ieri, lunedì 20 aprile, al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Borgo Trento conferma in modo inequivocabile la presenza di un problema grave e strutturale che da tempo denunciamo. Non si tratta più di eventi isolati, ma di una condizione che mette quotidianamente a rischio la sicurezza degli operatori sanitari e dei cittadini».
A dichiararlo è Marco Bognin, segretario generale della Uil Fp di Verona: «In merito all’episodio, esprimiamo comunque un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine per la tempestività e l’efficacia dell’intervento. Da tempo come organizzazione sindacale ci battiamo per una presenza più strutturata e continuativa di una vigilanza nei presidi sanitari. Quanto accaduto dimostra chiaramente come tali interventi siano determinanti per ristabilire la sicurezza, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi».
«Resta tuttavia forte la preoccupazione per quanto vissuto dai lavoratori dell’Azienda ospedaliera di Verona, costretti ancora una volta ad affrontare situazioni di tensione e pericolo. A rendere il quadro ancora più critico è la circostanza che il soggetto protagonista dell’episodio risulti tuttora presente nei pressi del Pronto Soccorso. Non è accettabile – prosegue Bognin – che chi ha appena compiuto atti di violenza possa tornare immediatamente nello stesso contesto senza che vi sia una presa in carico chiara e strutturata. Questo espone nuovamente lavoratori e utenti a rischi concreti».
«È, poi, evidente che il problema non può essere affrontato esclusivamente in termini emergenziali. Il Pronto Soccorso continua a essere il punto di ricaduta di bisogni sanitari e sociali che dovrebbero trovare risposta sul territorio, trasformandosi di fatto in un “parafulmine” di tutte le criticità del sistema – dice il sindacalista -. Per questo è indispensabile un deciso potenziamento dei servizi territoriali, sia sanitari che sociali, in grado di intercettare precocemente le situazioni di fragilità, disagio e marginalità. Solo alleggerendo la pressione sul Pronto Soccorso si può intervenire in modo strutturale anche sul tema della sicurezza. Serve quindi un’assunzione di responsabilità condivisa da parte di tutti gli enti coinvolti. Chiediamo con forza che anche il Comune di Verona e l’Ulss 9 si facciano carico della gestione delle situazioni sociali complesse che spesso stanno alla base di questi episodi».
« Le richieste del personale sono chiare – conclude Bognin – serve una rete vera tra sanità, territorio, servizi sociali e istituzioni locali. Non possiamo più lasciare i dipendenti soli, in balia degli eventi e senza strumenti adeguati per gestire situazioni sempre più complesse. La sicurezza nei luoghi di lavoro e la tutela della salute pubblica devono diventare una priorità condivisa e concreta».






