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19 Luglio 2024
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Verona, lettera aperta a sindaco e prefetto: «Chiude per lavori il dormitorio in 70 per strada senza un tetto»

«Tra pochi giorni circa settanta persone straniere, legittimamente presenti sul suolo italiano, saranno sfrattate dai dormitori comunali dove hanno passato l’inverno. Si aggiungeranno ad altre decine di migranti che non sono mai entrati nei dormitori per mancanza di posti, e che continuano a cercare disperatamente alloggi di fortuna. Si tratta di persone che hanno ottenuto l’asilo o un’altra forma di protezione internazionale o umanitaria, e che stanno lavorando, spesso con lavori precari o in nero, e in condizioni di pesante sfruttamento, nell’agricoltura e nella logistica. Non hanno una loro casa, sia a causa della precarietà del loro lavoro, sia perché è molto difficile trovare proprietari di appartamenti disposti ad affittarli agli stranieri. Chiediamo al sindaco ed al prefetto di intervenire e di lasciare aperti i dormitori».

È la lettera aperta inviata oggi da un gruppo di associazioni veronesi che si occupano dell’assistenza a questi poveretti. E che chiedono anche ai cittadini veronese di aderire all’appello rispondendo al numero 3408833099 e scrivendo ADERISCO ALLA LETTERA APERTA ” VERONA DIMOSTRI DI ESSERE UMANA”, aggiungendo il proprio nome, cognome e se vuole la professione e l’eventuale ruolo in una organizzazione, azienda o istituzione.

«Dal 1° giugno queste persone perderanno il posto al dormitorio, il che significa che non avranno neppure accesso ai servizi igienici, alla doccia e alla lavanderia. Non diventeranno invisibili, come qualcuno forse vorrebbe, e non se ne andranno da Verona. Alcuni di loro si arrangeranno a dormire all’aperto, altri occuperanno case sfitte. Poi arriverà la Polizia locale a sgomberarli, con l’immancabile seguito di telecamere per dimostrare che il Comune combatte “il degrado”. E loro andranno ad occupare altre case e altre aree di periferia, e a vivere in condizioni impossibili, in un “gioco” di occupazioni e sgomberi assurdo, costoso, inefficace, dove non vince nessuno e perdono tutti. Soprattutto perdono i più deboli e perde il concetto stesso di dignità umana, mentre forse qualcuno guadagna una manciata di consensi per poi trovarsi prigioniero dell’odio xenofobo che ha fomentato – continua la lettera – . È ora di finirla con questa disumana guerra ai poveri, agli ultimi, a persone che sono scappate dalla miseria e spesso anche dalla violenza, dalle bombe e dal terrorismo. È ora di dimostrare che questa città sa accogliere, sa tutelare la dignità umana, sa offrire un futuro a chi, venendo da altre parti del mondo, vuole restare, lavorare e contribuire allo sviluppo della società. E’ ora di dire che non c’è sicurezza per nessuno se decine o centinaia di persone sono costrette a vivere sulla strada, a nascondersi, ad occupare case abbandonate».

«Signor Prefetto, signor Sindaco – conclude l’appello pubblico -, vi chiediamo di lasciare aperti i dormitori per queste persone, per garantire loro, nell’immediato, un riparo per la notte, una doccia e i servizi igienici. Vi chiediamo di studiare soluzioni a medio termine, ad esempio attraverso la ristrutturazione e la messa a disposizione di edifici pubblici inutilizzati, che gli stessi ospiti potrebbero contribuire a pulire e a tenere in buone condizioni di manutenzione. E chiediamo al Comune di adottare una vera politica per fronteggiare l’emergenza abitativa, che purtroppo, con la prossima, probabile fine del blocco degli sfratti e dei licenziamenti, interesserà non solo i migranti, ma centinaia e forse migliaia di famiglie veronesi. Perché vinca davvero la sicurezza, devono vincere la solidarietà, l’inclusione, la dignità di tutti gli esseri umani».

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