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6 Ottobre 2022
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Verona martoriata dal maltempo, Allegri (Pd): «60 milioni di motivi per ripensare il rapporto col territorio »

«Se vogliamo imparare la lezione del cambiamento climatico, che costringe ormai regolarmente cittadini e lavoratori a sopportare eventi atmosferici di grossa portata, possiamo già compiere due azioni politiche molto pratiche». È il commento di Giandomenico Allegri, candidato al consiglio regionale per il Pd, dopo le prime stime dei danni causati a Verona dal nubifragio di domenica scorsa, nel giorno delle polemiche politiche su Parona dopo le proteste dei suoi abitanti per gli allagamenti e dei nuovi danni provocati dal nubifragio e grandinata di oggi pomeriggio.

Le prime contromisure a portata di mano, secondo Allegri, sono due. Poiché ai Comuni mancano le risorse specifiche per affrontare questi eventi, specie dopo il lockdown, Allegri propone una legge regionale immediata per «affidare le acque meteoriche ai gestori che già coordinano gli interventi su acqua potabile, depurazione e fognatura, inserendole così le acque meteoriche stesse nel ciclo idrico integrato, col risultato di potenziarne lo smaltimento». L’altro passo concreto verso la prevenzione, Allegri, lo deriva dalla sua esperienza di vicesindaco e assessore all’urbanistica a Sommacampagna: «Se partiamo dalla premessa che cementificare non aiuta ad assorbire le acque, mentre al contrario l’esistenza di un campo coltivato sì, l’esempio di un Comune dove 10 interventi di pianificazione urbanistica su 12 sono stati di recupero di patrimonio edilizio già edificato può essere un punto di ripartenza. A Sommacampagna è stata fatta una scelta. E credo sia giusto “spingere” tali scelte lavorando sulla legge urbanistica regionale 11/2004 affinché il calcolo del contributo di sostenibilità ambientale favorisca appunto il recupero del patrimonio sfitto, sia in ambito residenziale che industriale, salvaguardando così il terreno agricolo da nuove costruzioni e cementificazioni».

Cioè salvaguardando quel fiore veronese all’occhiello del Veneto lasciato in balia degli effetti del cambiamento climatico. Lo dimostrano anche i 20 milioni di perdite per quanto riguarda le bottiglie di vino non commercializzate stimate dal Consorzio di Tutela del Valpolicella dopo la grandinata di 6 giorni fa, a cui si dovranno aggiungere i danni di quella che oggi a colpito l’area del Soave. «Una Regione Veneto sensibile e attenta a quel fiore all’occhiello — riflette Allegri — non può trascurare l’esigenza di un piano generale che parta dal riconoscimento degli stravolgimenti climatici come realtà di fatto».

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