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19 Maggio 2024
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Verona, night chiuso per prostituzione e due arrestati: trovati anche farmaci utilizzati per disfunzioni erettili

Chiuso il night e due arrestati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona la scorsa notte hanno dato esecuzione a un’ordinanza del gip del Tribunale scaligero che ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due cittadini italiani, indagati per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché il sequestro di un locale notturno del capoluogo.

Le indagini delle Fiamme Gialle hanno preso le mosse sul finire dello scorso anno in occasione di un controllo nel night club, mirato al contrasto del lavoro nero o irregolare. In tale occasione i Finanzieri identificavano numerose “figuranti di sala”, tra cui alcune prive di contratto di lavoro, intente a “intrattenere” i clienti e notavano vari “camerini” dotati di divanetti e pali da lap dance, oltre a un locale in una sorta di area privé allestito addirittura con un letto matrimoniale. Sono attate quindi le previste “maxi sanzioni” ed è stato interessato il competente Ispettorato del Lavoro per la sospensione dell’attività in quanto la manodopera “in nero” era superiore del 10% di quella regolarmente impiegata.

Negli uffici dei “gestori” del locale, i militari hanno rilevato importanti elementi, tra cui un gran numero di confezioni di profilattici, alcune scatole di farmaci normalmente utilizzati per disfunzioni erettili e documentazione utile per la ricostruzione e ripartizione dei pagamenti delle prestazioni. Ciò ha consentito ai Finanzieri di ipotizzare che il locale fosse utilizzato come vero e proprio centro di prostituzione. Le successive indagini hanno permesso di acquisire oggettivi elementi in ordine all’esercizio abituale della prostituzione all’interno del locale notturno. Inoltre, grazie all’analisi della documentazione sequestrata, è stato possibile verificare che i proventi del meretricio (corrisposti in contanti o addirittura con pagamenti elettronici effettuati dai clienti) fossero ripartiti in precise quote percentuali tra le ragazze (italiane e straniere, prevalentemente dell’Europa dell’Est) e l’effettivo “gestore” del night club. Quest’ultimo, già gravato da specifici precedenti di polizia e recentemente condannato per fatti analoghi, operava con la complicità del formale titolare e rappresentante legale del locale. Dagli elementi sinora raccolti è emerso che la tariffa media (a tempo) per l’ottenimento di prestazioni sessuali era di circa 50 euro ogni 10 minuti.

Entrambi gli uomini sono indagati, in concorso tra loro e in ulteriore concorso con tre dipendenti incaricate di riscuotere l’importo pattuito per le prestazioni, per “esercizio di una casa di prostituzione, sfruttamento e favoreggiamento”, aggravato da aver commesso il reato a danno di più persone con rapporto di dipendenza.

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