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16 Ottobre 2021
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Verona, pizzaiolo arrestato dalla Squadra Mobile con la droga dello stupro

Il titolare di una pizzeria di Verona è stato arrestato ieri dalla Squadra Mobile in flagranza di reato: scoperto mentre riceveva dall’estero un pacco contenente droga dello stupro.

L’uomo, G.P.M., 29 anni, incensurato e residente in città, gestisce una pizzeria in Borgo Milano. Gli uomini della Sezione antidroga attraverso una attività di indagine hanno acquisito la segnalazione di un presunto traffico di stupefacenti che vedeva coinvolto il commerciante, il quale, secondo le informazioni, era in attesa di ricevere nella propria pizzeria una consegna tramite corriere di un pacco proveniente dall’estero, contenente sostanza stupefacente liquida del tipo GBL ribattezzata come “la droga dello stupro”.

Appostati all’esterno del locale, i poliziotti verso le 12 di ieri notavano l’arrivo dell’ignaro corriere che consegnava il pacco al titolare della pizzeria. La successiva perquisizione consentiva di accertare che nella scatola vi era un flacone contenente un litro di sostanza liquida inodore e incolore che, tramite le analisi tecniche eseguite presso il laboratorio presso il Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Padova, è risultata essere stupefacente del tipo Gamma Butirrolattone (comunemente chiamata GBL).

In considerazione del sequestro operato, gli uomini della Squadra Mobile hanno arrestato in flagranza G.P.M. per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo GBL. Il giudice del Tribunale di Verona, innanzi al quale l’uomo è comparso in giudizio questa mattina per direttissima, ha convalidato l’arresto sottoponendolo alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La Squadra Mobile sta proseguendo le indagini per risalire al Paese di provenienza dello stupefacente e all’identificazione di chi ha effettuato la spedizione. Secondo delle stime approssimative per ogni litro di GBL, che costerebbe poche centinaia di euro, si ricaverebbero anche 1800 dosi che frutterebbero ricavi per oltre 15 mila euro.

La “Gbl”, chiamata comunemente “droga dello stupro“, è balzata recentemente agli oneri di diversi casi di cronaca. Si tratta di una sostanza subdola e pericolosa, potentissima, in grado di inibire la capacità di intendere e di volere e togliere i freni inibitori. Gli effetti collaterali non sono di lunga durata, ma sono immediati (si manifestano fra i 5 e i 20 minuti dall’assunzione) e soprattutto sono devastanti: perdita del senso della realtà, delle capacità di coordinamento, nausea, problemi respiratori e disturbi della memoria. Generalmente viene sciolta in una bevanda, una birra o un cocktail, grazie alla sua natura incolore e praticamente inodore tanto che la vittima non può rendersi conto di assumerla. Tra l’altro, la presenza di questa droga nel corpo viene rapidamente metabolizzata ed eliminata dall’organismo tanto che è difficile rilevarne tracce.

 

 

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