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26 Ottobre 2020
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Verona, presa la banda del Bancomat con armi ed esplosivo. Usavano un’auto rubata a Legnago

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Verona, dopo un lungo lavoro di analisi ed osservazioni svolte nelle scorse settimane, hanno arrestato sabato notte, in un casolare nelle campagne di Montegalda (VI), due pregiudicati M.M. 50enne di Asolo (TV) e M.G. 42enne di Camposampiero (PD) con l’accusa di detenzione di armi ed esplosivi, ricettazione e riciclaggio.

La banda, composta oltre che dai due arrestati anche da altri complici riusciti a fuggire ed in corso d’identificazione, si stava apprestando a compiere degli “assalti” a sportelli Atm di istituti di credito delle province venete, così come appurato dal numeroso materiale rinvenuto all’interno dell’auto sequestrata, una Hyundai I30 N “Performance” risultata rubata ad un concessionario di Legnago e sulla quale erano state applicate delle targhe clonate.

L’operazione è scattata poco dopo la mezzanotte di sabato quando i soggetti sono arrivati a bordo dell’auto rubata nel casolare dove avevano nascosto le armi ed i congegni esplosivi. Non appena gli investigatori sono stati sicuri del nascondiglio sono intervenuti bloccando i due soggetti, uno dei quali era alla guida dell’auto, mentre i complici riuscivano a dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti. Le ricerche sono subito scattate con l’ausilio anche di un elicottero dei Carabinieri di Belluno che ha perlustrato l’area sino al mattino, purtroppo senza esito.

I militari sono riusciti, tuttavia, a recuperare 2 pistole, delle quali una rubata ed una non censita, complete di munizioni e pronte a sparare nonché 7 congegni esplosivi, comunemente detti “marmotte”, già innescati e pronti per l’uso che contenevano complessivamente oltre 1 kg di materiale esplodente ed infine una batteria per auto con la quale far deflagrare i congegni. È stato rinvenuto, inoltre, numeroso materiale per il travisamento nonché strumenti d’effrazione tra i quali un arnese artigianale utilizzato per scardinare le fessure d’erogazione del denaro e facilitare l’introduzione delle “marmotte”.

Gli arrestati sono stati tradotti nella casa circondariale di Vicenza dove sono stati trattenuti a seguito delle convalide di questa mattina. Le indagini proseguiranno per analizzare il numeroso materiale sequestrato nel corso dell’operazione.

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