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2 Marzo 2024
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Verona, presidio davanti al carcere di Montorio dopo l’ennesimo suicidio

In seguito al nuovo suicidio avvenuto la sera del 3 febbraio nella casa circondariale di Montorio, l’associazione Verona Radicale ha indetto per giovedì 8 febbraio, dalle 17, un presidio davanti al carcere veronese per riaccendere un faro sul dramma della situazione carceraria italiana e richiamare il governo sulla necessità di misure urgenti.

L’ennesimo suicidio in carcere, nella casa circondariale di Montorio di Verona, è avvenuto nella sesta sezione del penitenziario, dove un cittadino straniero, dimesso da qualche giorno dal reparto psichiatrico, si è impiccato. A renderlo noto à stata l’associazione “Sbarre di zucchero”. Si tratta del secondo suicidio dall’inizio dell’anno a Montorio, il 14mo a livello nazionale.

«La situazione delle carceri italiane non è accettabile per uno Stato di diritto – affermano Marco Vincenzi, Fabio Fraccaroli e Laura Parotto di Verona Radicale -. Sul sovraffollamento pesano il ricorso eccessivo alla custodia cautelare, sopra la media europea, nonché le varie leggi repressive emanate negli anni che hanno creato picchi incarcerazione, come la Fini-Giovanardi in materia di sostanze stupefacenti o la Bossi-Fini sull’immigrazione. Basti pensare che, dei 56.196 detenuti presenti nelle carceri a fine 2022, oltre 19 mila, uno su tre, erano persone alle prese con una condanna ai sensi del Testo Unico sulle Droghe».

«Come segnalato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura, costruire nuove carceri non è un rimedio risolutivo – concludono gli esponenti di Verona Radicale -. Il Governo italiano deve agire subito affinché il numero totale dei detenuti sia rapidamente ricondotto alla capienza legale. Occorre poi potenziare le misure alternative, ricorrendo alla pena detentiva solo come extrema ratio e favorendo opportunità pedagogiche e assistenziali, esperienze lavorative e formative che permettano il reinserimento sociale del condannato. Inoltre, va affrontato l’urgente problema della carenza di personale di ogni professionalità nelle carceri (agenti, educatori, direttori, assistenti sociali, mediatori culturali, medici e operatori sanitari, magistrati di sorveglianza), al fine di migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutta la comunità penitenziaria».

Le associazioni radicali venete, dopo aver promosso con iscritti e simpatizzanti le visite agli istituti penitenziari di Padova, Vicenza e Venezia nell’ambito dell’iniziativa nazionale di Radicali Italiani, “Devi vedere!”, hanno aderito allo sciopero della fame promosso da Nessuno tocchi Caino, come atto nonviolento. Lo sciopero della fame, il “Grande Satyagraha”, è stato lanciato da Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, e Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, e dal 22 gennaio 2024 sta coinvolgendo attivisti e attiviste di tutta Italia, anche a staffetta, sulla base delle possibilità di ciascuno.

Nella foto il carcere di Montorio

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