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12 Aprile 2024
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Verona, prima riunione della Consulta della Legalità in Camera di Commercio

Prima riunione della Consulta della Legalità in Camera di Commercio di Verona: i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, dei consumatori, dei sindacati e dei professionisti, assieme ad Avviso Pubblico hanno concordato il Progetto di Legalità che orienterà l’attività preventiva e formativa contro le infiltrazioni delle mafie nell’economia scaligera. Tra gli altri vi hanno partecipato l’assessore del Comune di Verona, Edi Maria Neri, e la rappresentante della Banca d’Italia, Lauretta Cesarini.

Redatto da Avviso Pubblico, associazione che riunisce gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica con 31 Comuni aderenti in provincia di Verona, il progetto sostenuto dalla Camera di Commercio prevede la comunicazione di buone pratiche informazioni normative, la formazione sulle attività portate avanti dai numerosi organi preposti alla lotta alle mafie e la sensibilizzazione degli imprenditori sul tema.

«Si tratta di una scommessa importante – ha spiegato Cesare Veneri, segretario generale della Camera di Commercio – per tutelare le imprese veronesi da tentativi d’infiltrazioni illegali che, anche approfittando del difficile momento economico e della conseguente debolezza delle attività in difficoltà, sembrano offrire soluzioni insperate ai problemi contingenti. Ma che, invece,  si dimostrano, nella realtà, illusorie e deleterie per l’imprenditore, la sua impresa e l’intero sistema economico. Le attività illegali creano inoltre disequilibri e indebite interferenze che danneggiano la libera concorrenza e l’attività imprenditoriale».

«Avviso Pubblico ha presentato – ha aggiunto Pier Paolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico – le sue proposte per realizzare una nuova pagina del sito della Camera, un vademecum e un percorso formativo finalizzati a far conoscere il fenomeno mafioso e i modi con i quali esso penetra nel sistema economico-imprenditoriale». .

«Nella Consulta – ha concluso, Andrea Bissoli, componente di giunta della Camera di Commercio di Verona e rappresentante dell’ente nella Consulta – avranno un ruolo da protagonisti, la Prefettura e le forze dell’ordine che tanto in questi anni difficili stanno facendo per combattere le infiltrazioni mafiose».

Secondo i dati presentati da Avviso Pubblico le mafie a Verona e nel Veneto sono “in giacca e cravatta” e presenti da anni, la ‘Ndrangheta da almeno 30. Il tema del riciclaggio è sempre più d’attualità, come l’espandersi dell’attività corruttiva nei gangli dell’economia e della Pubblica Amministrazione. Usura e racket soprattutto in tempo di covid sono tra le attività a maggior tasso di sviluppo. L’agricoltura, lo smaltimento dei rifiuti, l’edilizia e il turismo sono i settori a maggior rischio sul territorio veronese.

Nel primo semestre di quest’anno sono state 845, secondo Bankitalia, le operazioni che possono celare forme di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e uso di fondi provenienti da attività illecita. Il numero più alto tra le province venete. Cinque le aziende confiscate in provincia di Verona e 102 i beni confiscati alle organizzazioni mafiose, tra denaro, beni mobili, immobili e beni aziendali.

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