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19 Settembre 2021
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Verona, raccolta fondi per inviare medicinali e siringhe a Cuba che in pieno Covid mandò i suoi medici in Italia

Verona si mobilita per aiutare Cuba stretta da una crisi alimentare e sanitaria senza precedenti causata dal blocco Usa che da 60 anni stringe l’isola caraibica. Prima di tutto come riconoscenza verso i 104 tra medici ed infermieri cubani accorsi in Italia allo scoppio della pandemia da Covid 19 nel marzo di un anno fa.

Una corsa di solidarietà nazionale che punta ad acquistare materiale medico da inviare a Cuba, lanciata oggi, mercoledì 4 agosto, a Verona dall’Associazione di amicizia Italia-Cuba e dalla Cgil Veronese, con il sostegno a livello locale di Rete degli Studenti Medi Verona, Cia-Agricoltori Italiani, Emmaus Italia, Emmaus Aselogna, Emmaus Villafranca, cooperativa La Mano 2 – Fattoria Margherita, cooperativa La Proletaria – Red Zone, cooperativa Pog – produttori olivicoli gardesani, Cospe Verona.

«Sono onorata di essere qui per questa causa nobilissima. Lo sentivo come un dovere morale, perché la mia città ha ricevuto molto, in modo generoso e immediato, da Cuba nei giorni più tragici della pandemia – afferma la sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, che ha voluto essere presente per testimoniare l’impegno dei medici e infermieri cubani -. La mattina dopo il primo caso di Codogno il fine settimana di quel 21 febbraio, l’emergenza Covid ha travolto il nostro ospedale di Crema ed abbiamo subito toccato con mano quanto stava avvenendo, mentre a Milano ancora facevano gli aperitivi sui Navigli. Il nostro ospedale serve circa 180 mila cittadini, ed è stato preso d’assedio da lodigiani e cremaschi. E lì abbiamo visto anche come la tanto sbandierata “eccellenza” della sanità lombarda era completamente assente sul territorio, con i medici di famiglia lasciati soli, e tante vittime che sono morte abbandonate nelle loro case. Lo Stato ha mandato l’esercito che in tre giorni ha montato l’ospedale da campo, ma mancavano medici e infermieri».

«Il 18 marzo ci arriva notizia che da Cuba è atterrata la Brigata di Medici e Infermieri Cubani “Henry Reeve”, che già erano diventati famosi per il loro impegno in tante zone del mondo, dall’Africa contro Ebola, ad Haiti durante il terremoto – riprende la sindaca Bonaldi -. Sono arrivati il 2 marzo, nella notte, con un autobus della Protezione civile. Erano in manica di camicia e infradito e subito, due squadre sportive una di volley e una di calcio, hanno donato loro delle giacche a vento. Poi, siamo stati travolti e abbiamo dovuto chiedere alla gente di non portare più vestiario per loro: avevano subito conquistato tutti con la loro umanità, disponibilità, umiltà e dignità. Dormivano in un hotel e in una casa della diocesi, e vivevano praticamente in ospedale. E quando la situazione è migliorata mi hanno chiesto di poter essere mandati nelle case, come avviene nella loro isola dove la sanità e molto più territoriale. L’Ulss, invece, li ha impiegati subito in una Residenza sanitaria assistita dov’era scoppiata l’altra emergenza Covid. La città di Crema si è innamorata di loro, e io sono qui perché Crema vuol ricambiare quanto ha ricevuto da Cuba in termini di umanità, fratellanza, solidarietà. Lo spirito con cui loro sono arrivati in quell’inizio di marzo per aiutarci».

«Siamo qui per dare solidarietà ad un Paese che da 60 anni lotta per mantenere la sua indipendenza e che ha saputo, anche in tutte le crisi, mantenere la sua Sanità pubblica. Vogliano aiutarli affinché possano resistere dopo che hanno portato a noi il loro contributo fondamentale», ha sottolineato Lorenzo Baronti della Rete degli studenti Medi di Verona.

«La solidarietà verso i più deboli è nel dna di Cia-Agricoltori Verona e in questo caso si coniuga con la riconoscenza per chi ha aiutato il nostro Paese nei momenti più duri della pandemia», ha detto Laura Ferrin della Cia.

«L’Associazione di amicizia Italia-Cuba è presente a Verona dal 1961, subito dopo i fatti della Baia dei Porci. In Italia lo scorso anno sono arrivate due brigate di medici cubani, una ha operato a Crema ed una a Torino, ma ve ne sono altre che sono state impegnate contro il Covid in Brasile come in Venezuela o in Africa, Tanto che è stata chiesta la nomina a Premio Nobel per la Pace per la Brigata Henry Reeve – spiega Enzo Pescatori, presidente provinciale dell’associazione “Amicizia Italia-Cuba” -. Oggi, a Cuba scarseggiano i generi alimentari e soprattutto strumenti medici come ventilatori polmonari, saturimetri, monitor diagnostici, guanti chirurgici, siringhe e altri ausili medici di fondamentale importanza in tempi di pandemia. Abbiamo raccolto in due mesi 85.000 euro. Ma l’obiettivo è arrivare a 800.000 per acquistare strutture e materiale medico e, soprattutto, le 10 milioni di siringhe indispensabili per completare la campagna vaccinale a Cuba».

«Siamo costretti a comperare materiale cinese perché il blocco americano impedisce di fare altrimenti. Un ricatto degli Usa che rimane sulla testa di un Paese che non lo merita. È una vergogna che dopo 60 anni di accanimento contro Cuba, anche nella crisi pandemica, non cambi nulla. Dov’è l’Onu, che da 29 anni condanna questo blocco economico senza fare nulla? Cuba, senza il turismo fermato dal Covid, non potendo esportare i suoi prodotti e importare beni come il petrolio, necessari per vivere e lavorare, è in una crisi tremenda. Certo, ci sono state proteste per questo, ma il punto vero è l’ingiustizia che vuole impedire ad un popolo il diritto di scegliere come vivere e come essere governato», osserva Pascatori.

«Come Cgil a livello nazionale abbiamo aperto un conto corrente per il popolo cubano. E la risposta è andata oltre le aspettative, ci stiamo avvicinando alla possibilità di riempire due aerei di materiale sanitario, macchinari, mascherine, siringhe, come ci hanno chiesto tramite il sindacato cubano dei lavoratori – aggiunge Floriano Zanoni della Cgil -. Faremo tutto con la massima trasparenza su dove finiranno i soldi raccolti, anche per rispondere a chi sui social, in modo incredibile, denigra quest’iniziativa. E questo perché bisogna insistere sul valore della solidarietà, altrimenti non si aiuta mai nessuno».

Per sostenere il progetto ITALIA CUBA “CONTRO LA PANDEMIA 10 MILIONI DI SIRINGHE PER CUBA” si può effettuare una donazione con causale: EROGAZIONE LIBERALE SIRINGHE A CUBA c/c postale 37185592 intestato a Ass. Naz. Amicizia Italia-Cuba – IBAN: IT59R0760101600000037185592.

Oppure c/c bancario 11096138 – Banca Etica, Milano intestato a Ass. Naz. Amicizia Italia-Cuba – IBAN: IT09A0501801600000011096138.

Per sostenere il progetto CGIL “IERI CI AVETE AIUTATO VOI – OGGI TOCCA A NOI” – Causale : CGIL CUBA IBAN: IT22W0103003201000002777900.

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