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14 Aprile 2024
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Verona, sciopero dei 200 lavoratori della “V-TServices” che gestisce il “cervellone” elettronico di Unicredit

Domani, giovedì 28 marzo incroceranno le braccia per l’intera giornata i lavoratori e le lavoratrici di V-TServices (Value Transformation Service), azienda internazionale dell’IT (information technology) che gestisce il “cervellone” elettronico di Unicredit, inteso come infrastruttura informatica e relativi servizi. La sede veronese, situata alla Bassona, rappresenta una delle principali centrali operative d’Italia e d’Europa con circa 200 dipendenti tutti altamente qualificati. Altri 200 lavoratori sono impiegati in sedi minori dislocate sull’intero territorio nazionale.

La protesta, indetta da Fisac Cgil e Fabi al culmine di un pacchetto di mobilitazioni comprendente anche «il blocco degli straordinari e della reperibilità, si rivolge primariamente al noto gruppo bancario che, giunto ormai alla fine del suo “matrimonio” con IBM, ha cominciato a riportare al suo interno le attività ma non i lavoratori, ponendo così le condizioni per la disgregazione dell’azienda, la dispersione dei posti di lavoro e dell’immenso patrimonio di professionalità acquisito nell’ultimo decennio».

V-TServices nasce, infatti, nel 2013 dalla esternalizzazione dei servizi informatici e dei relativi dipendenti impiegati direttamente da Unicredit, confluiti nella joint venture (associazione temporanea di impresa) creata dalla stessa banca (al 49%) con IBM (al 51%). Nell’accordo tra i due colossi, di durata decennale, l’istituto di credito ha sempre mantenuto un ruolo preponderante, dato che era e resta il principale cliente dell’azienda.

Il contratto di servizio con cui Unicredit fornisce lavoro a V-TServices scadrà con conseguenze imprevedibili per lavoratrici e lavoratori. I lavoratori vedono dunque il futuro loro e delle loro famiglie messo a rischio. La strategia di Unicredit prevede già ora una politica di reinternalizzazione dell’IT (che sottrae lavoro a V-TServices, pur restandone azionista) che sarebbe giusto e lungimirante prevedesse anche il rientro delle lavoratrici e dei lavoratori di V-TServices.

La richiesta sindacale è che l’istituto bancario assicuri il rientro nell’ambito del perimetro bancario, oltre che delle attività, anche dei lavoratori.

«Eravamo contrari alla esternalizzazione del 2013 e siamo contrari anche a questo nuovo passaggio, che porta al pettine i nodi che avevamo evidenziato 10 anni fa e che denota, a nostro avviso, una grave miopia dal momento che rischia di disperdere un grande patrimonio di professionalità e di ricchezza, importante non solo per l’istituto di credito ma per la città intera – commenta Piernicola Pisani segretario generale Fisac Cgil Verona -. Appare evidente, del resto, che la riorganizzazione del servizio all’interno dell’istituto non possa prescindere dalla cura dell’infrastruttura informatica che sta alla base di qualunque altra possibile implementazione».

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