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19 Luglio 2024
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Verona, sciopero dei lavoratori dell’Officina Manutenzioni Cicliche di Porta Vescovo

Domani, venerdì 7 maggio i ferrovieri dell’officina Manutenzione Ciclica della stazione di Verona Porta Vescovo osserveranno otto ore di sciopero unitario dalle 9 alle 17, patrocinato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, e daranno vita ad una manifestazione sul piazzale antistante la stazione di Porta Vescovo dalle 9 alle 13.

La protesta si svolge a livello locale ma ha carattere nazionale: la mobilitazione dei ferrovieri veronesi segue, infatti, quella dei colleghi di altre città, tra cui Bologna, ed ha come obiettivo quello di contrastare la politica delle esternalizzazioni del Gruppo Fs.

«È una protesta di portata nazionale contro la miope politica delle esternalizzazioni del Gruppo Fs – sottolineano il segretario generale Filt Cgil Verona, Raffaello Fasoli, e il segretario responsabile delle attività ferroviarie Alessandro Poles -. Nel 2018 avevamo sottoscritto un accordo nazionale unitario per la reinternalizzazione graduale di tutte le attività, comprese quelle di manutenzione. Ma la controparte, il gruppo Fs, non lo ha mai rispettato».

«Complice la crisi sanitaria innescata dal virus Covid 19, il Gruppo Fs nell’ultimo anno e mezzo ha completamente bloccato le assunzioni a fronte di un costate esodo di pensionamenti, con il risultato che, mentre i lavoratori e le lavoratrici diretti del gruppo continuano a diminuire, i lavoratori delle ditte esterne in appalto continuano ad aumentare – accusano i sindacati -. Da 300 che erano 10 anni fa, gli addetti diretti dell’Officina Manutenzioni Cicliche di Verona Porta Vescovo sono calati infatti di circa 100 unità. Attualmente soltanto 130 lavoratori vengono impiegati in produzione mentre il resto sono capi e personale amministrativo. Di contro, le ditte in appalto sono arrivate a contare circa 100 lavoratori, tutti impiegati in produzione e ai quali vengono affidate circa il 50% delle lavorazioni totali dell’officina».

«Si tratta di una miope strategia di contenimento dei costi e di demolizione dei diritti del lavoro che unitariamente Cgil, Cisl e Uil intendono contrastare per dare al lavoro stabilità, dignità e futuro – concludono i sindacalisti -. Il Gruppo FS deve riprendere in mano il proprio destino e cominciare a ragionare come un grande gruppo industriale: non è un caso che mentre tante aziende dei trasporti locali pongono allo Stato e alle Regioni il tema della vaccinazione dei propri lavoratori considerati “essenziali”, le Ferrovie restino silenti su questo ed altri temi fondamentali».

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