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16 Luglio 2024
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Verona, tornano i “Martedì del mondo” di Nigrizia sul del Sahel tra instabilità, jihadismo, narcotraffico e migranti

“Le regole del Sahel, instabilità e jihadismo, narcotraffico e migranti” è il titolo dell’incontro proposto per domani, martedì 11 gennaio alle 20,30 per la rassegna “I martedì del mondo” promossa da Fondazione Nigrizia, Centro Missionario Diocesano, ProgettoMondO, CPI Centro Pastorale Immigrati, Missio Cum, Missionarie comboniane Italia. A parlarne saranno, insieme alla giornalista di Fondazione Nigrizia Jessica Cugini, Marco Aime, antropologo e scrittore italiano, docente di antropologia culturale presso l’Università di Genova, che collabora da anni con la rivista comboniana Nigrizia; Andrea de Georgio, giornalista freelance che vive in Mali dal 2012, autori del libro “Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina”.

In apertura, le “Brevi dal Mondo” curate da Raffaello Zordan della redazione di Nigrizia. Durante la serata vi saranno contributi di missionari e migranti che hanno attraversato il Sahel. L’evento sarà in doppia modalità: in presenza, con green pass, distanziamento e mascherina, presso la Sala Africa dei Missionari comboniani di vicolo Pozzo 1 e online, sul canale YouTube dedicato ai Martedì, al link https://youtu.be/HolmmIih5T4.

Il Sahel è una vasta area geografica che attraversa dodici stati, dal Senegal all’Eritrea, da tempo alle prese con sfide climatico-ambientali, assetti sociopolitici fragili e conflitti tra allevatori e coltivatori. Una regione di cui in Europa si conosce poco, che rimbalza sui media soprattutto per le azioni destabilizzanti dei gruppi armati jihadisti affiliati ad Al-Qaeda nel Maghreb islamico, ai Boko Haram e allo Stato islamico nel grande Sahara. Eppure è da qui che la cocaina transita verso l’Europa. È questa la macro area africana dove convergono gli investimenti e le interferenze di Unione europea, Cina, Emirati Arabi Uniti, Turchia. Ed è proprio il Sahel a essere diventato la frontiera sud dell’Europa che foraggia i governi locali perché blocchino il flusso dei migranti.

 

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