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27 Febbraio 2024
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Verona, Tosi vara il rimpasto di giunta

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È stato lo stesso sindaco Flavio Tosi a presentare oggi i nuovi componenti della giunta comunale che entrano a ricoprire i ruoli che erano del vicesindaco Stefano Casali, eletto con la Lista Tosi in consiglio regionale, e di Enrico Corsi, l’assessore leghista defenestrato dal primo cittadino subito dopo il voto delle Regionale del 31 maggio.

Fanno, quindi, il loro ingresso nell’amministrazione gli assessori Marco Ambrosini, ex consigliere provinciale di Casaleone, con deleghe alle attività economiche, mobilità, viabilità e turismo; Alberto Bozza allo sport e tempo libero, servizi demografici, economato e statistica (si prende in pratica le deleghe che erano di Marco Giorlo, tenute fino ad oggi dallo stesso primo cittadino); Gian Arnaldo Caleffi alla pianificazione urbanistica, edilizia privata ed edilizia economico popolare (prende gli assessorati che erano dell’allora vicesindaco Vito Giacino); Edoardo Lana ai lavori pubblici, edilizia sportiva e monumentale, rapporti patrimoniali con associazioni.

«Una scelta volta ad individuare la soluzione migliore per la città – spiega Tosi – con la riformulazione di una squadra di governo efficiente e capace di portare avanti un percorso amministrativo importante, frutto del positivo operato sostenuto fino ad oggi dai precedenti assessori. Quattro nomine, quindi, che nascono dalla necessità di individuare, da una parte, persone con una approfondita conoscenza della macchina amministrativa e, dall’altra, competenze tecniche specifiche e di alta professionalità».

Nuove deleghe sono state assegnate agli attuali componenti di giunta: Politiche per la casa all’assessore Anna Leso; estimo all’assessore Pier Luigi Paloschi; turismo sociale all’assessore Antonio Lella. Restano in carico al sindaco Tosi tutte le deleghe non attribuite, in particolare, gli impegni politico-amministrativi sulle grandi opere tra le quali Traforo, Filobus, grandi infrastrutture ed ex Arsenale.

Ma nel rimpasto di giunta il capogruppo del Partito Democratico, Michele Bertucco, fa notare un particolare: «Perché il sindaco ha chiesto le dimissioni di Francesco Marchi? Valuteremo nel merito delle proposte, e nella capacità di dare discontinuità rispetto all’eredità lasciata da Giacino, il nuovo assessore all’urbanistica Gian Arnaldo Caleffi, sulla cui nomina resta tuttavia un inquietante non-detto: perché il sindaco ha chiesto a Marchi di rimettere le deleghe? Forse perché l’assessore uscente aveva chiesto un taglio netto col passato anche per quanto riguarda la gestione dell’urbanistica negli uffici comunali mentre il sindaco gliela avrebbe negata? Se fosse così le premesse non sarebbero buone».

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