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17 Giugno 2024
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Verona, tre arresti tra Ferrara e Occhiobello per estorsione ai danni di un centro ippico

Incendi, furti, danneggiamenti: è quello che i titolari di un Centro Ippico di Verona e Padova subivano da gennaio 2018 ad oggi, finché non si sono visti costretti a cedere alle incessanti richieste estorsive. Ma alla fine hanno deciso di denunciare tutto e il loro incubo è finito.

Dall’inizio dell’anno scorso, a numerosi episodi di furti aggravati e altri importanti reati (ad esempio furti di selle per cavalli dal valore di 4000 euro ciascuna, danneggiamenti alle attrezzature ippiche, fino ad arrivare ad incendi appiccati proprio all’ingresso di uno dei due maneggi), seguivano, puntuali, messaggi con richieste di denaro ed inquietanti minacce.

Gli imprenditori, destinatari da mesi di messaggi e chiamate minatorie, finalmente, in data 19 gennaio 2019, si sono rivolti alla Stazione Carabinieri di Cà di David. A quel punto, data la gravità e il calibro dei reati che si stavano perpetrando, nell’attività d’indagine subentravano i militari del Norm di Verona diretti dal Tenente Silvana Fabbricatore e dal S. Ten. Pierluigi Stella. A seguito di una attività di osservazione pedinamento e controllo gli operanti assistevano alla consegna del denaro ( un anticipo di 1.000 euro sui 4.000 pattuiti ) da parte delle vittime agli estorsori.

La dazione illecita, monitorata dai carabinieri, avveniva a Pontelagoscuro (FE) nella serata del 20 gennaio. Da qui, pertanto, l’arresto nella flagranza di reato di due ragazze italiane di 25 anni residenti ad Occhiobello che avevano, giustappunto, ricevuto in consegna il denaro dalle vittime.

L’indagine non finiva però li.

Ed infatti i carabinieri, diretti dal Pubblico Ministero Andrea Maggioni della Procura di Ferrara, riuscivano ad individuare chi si celasse dietro le due donne arrestate in flagranza di reato, cioè il vero dominus della vicenda illecita.

A tale importante risultato si giungeva mettendo insieme le risultanze investigative dei carabinieri veronesi con quelle derivanti a seguito delle dichiarazioni rese in sede di interrogatorio in carcere avanti al PM e alla polizia giudiziaria dalle due arrestate .

La vera mente di quanto accaduto negli ultimi mesi, colui il quale aveva organizzato le estorsioni iniziate un anno prima, dirigendone scrupolosamente ogni fase e celandosi dietro più identità tramite vari profili Facebook e Messenger, è un giovane italiano di 25 anni, compagno e convivente di una delle due arrestate. Nei suoi confronti ieri, 24 gennaio 2019, a Occhiobello (RO), sono scattate le manette in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal GIP di Ferrara.

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