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8 Febbraio 2023
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Verona, vertice in Camera di Commercio col ministro Giorgetti: «Meno burocrazia e più internazionalizzazione»

«Riassegnare alle Camere di commercio le funzioni di promozione reale dell’economia per superare i venti di crisi che arrivano da pandemia e guerra in Ucraina». È l’invocazione sollevata oggi a Verona in Camera di Commercio nell’incontro organizzato tra le categorie economiche e il Ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.

A dirlo il presidente dell’ente camerale, Giuseppe Riello, che ha spiegato al ministro: «La nostra economia è competitiva e diversificata. Tra esportazioni, turismo, commercio e servizi ha retto bene la crisi del 2008, ma tra pandemia e guerra in Ucraina, inizia a vacillare. Cito un solo dato: il ricorso alla Cassa Integrazione: dagli 1,7 milioni di ore del 2019 siamo passati ai 51 del 2020 e ai 22 del 2021. È giunto il momento di riassegnare alle Camere di commercio, e in qualità di vicepresidente di Unioncamere parlo anche a nome del nostro presidente Prete, le funzioni di promozione reale dell’economia. Mi riferisco in particolare a quella dell’internazionalizzazione che in questo momento è affidata alla sola Agenzia Ice, un compito immane, tenuto conto della vocazione internazionale delle imprese del nostro Paese e della vastità e specificità dei territori italiani».

La parola è poi passata agli imprenditori, sono intervenuti Giuseppe Manni, presidente della Holding Gruppo Manni, Andrea Bolla, presidente e amministratore delegato di Vivi Energia, Roberto Iraci Sareri, presidente di Confartigianato Verona, Giancarlo Trestini, presidente di Ance Verona, Luigi Mion, consigliere delegato di Migross e Carlo De Paoli, componente di giunta della Camera di Commercio di Verona. Tra i temi più citati dagli intervenuti quello della burocrazia definita «micidiale in tutte le decisioni. Semplificandola si potrebbero risolvere i problemi dei settori del commercio e dell’edilizia».

Giorgetti, ha ricordato che «il Governo sta formando una nuova classe dirigenziale di giovani leve, ma ci vorranno almeno tre anni. C’è poi il problema di semplificare le procedure della Giustizia tributaria, penale e civile che ostacolano non poco le procedure amministrative». Il ministro ha sottolineato, tra le altre cose, che «i tempi dei provvedimenti, delle decisioni politiche non sono sempre adeguati alle esigenze del mondo delle imprese che hanno emergenze e necessità di cambiare in fretta strategia soprattutto di fronte alle emergenze che stiamo vivendo. Lavoro perché questo sistema cambi».

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