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29 Febbraio 2024
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Vertenza Athesis-L’Arena, solidarietà della Cgil ai giornalisti per lo stato di agitazione

La Cgil Veneto, la Cgil di Vicenza e la Cgil di Verona esprimono la loro solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti che collaborano con i quotidiani del gruppo Athesis per lo stato di agitazione proclamato durante il periodo natalizio. I Cdr de Il Giornale di Vicenza e l’Arena, infatti, hanno indetto un pacchetto di tre giorni di sciopero. Questo il testo dei Comitati di redazione: «Le assemblee dei giornalisti de il Giornale di Vicenza e de l’Arena riunitesi oggi, lunedì 18 dicembre, proclamano lo stato di agitazione e affidano un pacchetto di tre giorni di sciopero ai rispettivi Cdr da attuare in base all’evolversi della protesta dei colleghi collaboratori strategici, le cui ragioni sono condivise dai giornalisti della redazione. Auspichiamo che l’azienda possa accogliere le richieste del coordinamento dei collaboratori e, pur non avendo la rappresentanza sindacale, chiediamo di essere coinvolti come osservatori in un’eventuale trattativa».

«Le condizioni lavorative delle giornaliste e dei giornalisti free lance hanno subito negli anni una discesa vertiginosa per quanto riguarda diritti e retribuzioni: pagati a cottimo cifre irrisorie, che partono da 2,50 euro lordi a pezzo, senza ferie né malattia e con spesso richieste di coperture giornalistiche nei festivi – scrive la segreteria provinciale della Cgil -. Per questo, Cgil Verona, Cgil Vicenza e Cgil Veneto seguono con attenzione la mobilitazione intrapresa dai giornalisti e dalle giornaliste collaboratori del gruppo Athesis, ai quali esprimono piena solidarietà. La loro è una lotta sacrosanta per la dignità del lavoro in un settore, quello dell’informazione locale, con ricadute dirette anche sulla qualità della nostra democrazia. I compensi, in caduta libera da vent’anni a questa parte, sono giunti ampiamente al di sotto dei livelli di sussistenza e questo dovrebbepreoccupare anche un gruppo editoriale come Athesis, che si identifica con il territorio da cui è nato e si è sviluppato».

«La stragrande maggioranza dei 60 lavoratrici e lavoratori che hanno proclamato lo stato di agitazione sono giornalisti e giornaliste formati, con una grande professionalità maturata, che va riconosciuta e rispettata – continua la nota della Cgil -. In questo come in altri settori la precarietà è una piaga che consuma vite e frena lo sviluppo del territorio, perché brucia competenze faticosamente acquisite. Il risparmio che la singola impresa ottiene viene così scaricato sulla collettività».

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