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28 Novembre 2022
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Vertice in Prefettura sul caso Officine ferroviarie veronesi messe in vendita

Prefetto Ofv

Il Prefetto di Verona, Salvatore Mulas, ha presieduto oggi un tavolo istituzionale per esaminare la vicenda imprenditoriale e le prospettive occupazionali delle Officine Ferroviarie Veronesi, in previsione dell’imminente scadenza del secondo bando per la vendita dell’azienda, attualmente in amministrazione Straordinaria.

L’incontro è stato richiesto dai sindacati che dalle 9 del mattino hanno tenuto un presidio dei lavoratori (crca 130 gli attuali occupati di Ofv) davanti alla Prefettura di Verona, in piazza Dante, proprio a sostegno dell’incontro organizzato dal Prefetto con le istituzioni locali e regionali coinvolte. Al vertice hanno partecipato i parlamentari veronesi Alessia Rotta, Vicenzo D’Arienzo, Mattia Fantinati e Diego Zardini, il consigliere regionale Orietta Salemi, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il commissario straordinario di Ofv Giovanni Bertoni, la referente dell’assessorato regionale all’istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità Elena Donazzan, e le organizzazioni sindacali.

Il Prefetto ha sottolineato la necessità di aprire rapidamente un tavolo di confronto sul futuro imprenditoriale di Ofv e le prospettive occupazionali di circa 130 lavoratori. I parlamentari hanno assicurato un impegno condiviso nelle sedi opportune, interessando anche il Ministro dello Sviluppo Economico. I sindacati hanno sottolineato la necessità di non disperdere il know-how di una tradizione consolidata veronese in questo settore chiedendo al Ministero che, in previsione della prossima presentazione delle offerte proprio per incentivare il potenziale acquirente, si possa assegnare direttamente ad Ofv la manutenzione di carrozze ferroviarie, in aggiunta alle commesse previste.

«Prima della pausa estiva il Commissario aveva predisposto un primo bando di vendita, con il risultato che solo un soggetto aveva manifestato l’interesse, ma a condizioni minimali e assorbendo solo 20 lavoratori degli attuali 130 – ha spiegato Stefano Zantedeschi della Fiom Cgil -. In questi giorni il commissario sta predisponendo il secondo bando di vendita, che scadrà a fine ottobre. Diventa cruciale, pertanto, in questa fase, spronare le parti in causa anche alla luce del fatto che dal punto di vista industriale le Ofv sono nelle condizioni di ripartire subito, essendo già in essere alcune commesse che il commissario ha concordato. Il nocciolo della questione, però, sta nel fatto che, se i committenti principali (Trenitalia e Ansaldo Breda) non vengono coinvolti e spronati, si corre il rischio concreto che anche questo bando vada a vuoto. Da qui la necessità che tutti i soggetti, a partire dalla politica e dalle istituzioni locali e nazionali, si adoperino affinché una delle poche realtà italiane rimaste nella progettazione e costruzione di carrozze ferroviarie non finisca nel baratro del fallimento».

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