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Vestenanova, Bolca candidata a patrimonio Unesco quale sito geopaleontologico di rilevanza mondiale

Ieri, 22 gennaio, si è riunito in modalità telematica il consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, che ha deliberato quale candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il 2027 “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone”. A darne notizia, in consiglio regionale, il capogruppo della Lista Stefani Presidente, Matteo Pressi, sindaco di Soave: «Bolca merita l’iscrizione nella lista del Patrimonio Unesco. Un sito di grande rilevanza storico-archeologica non solo per il Veneto ma anche di respiro mondiale. E per tale motivo ha bisogno del massimo sostegno da parte di tutte le istituzioni».

Pressi, il 5 gennaio, ha depositato una risoluzione in cui chiede che la Regione del Veneto rinnovi il sostegno alla candidatura Unesco del sito geopaleontologico di Bolca oltre alla tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella. «Per noi veronesi ma anche per il Veneto, il sito di Bolca candidato a patrimonio Unesco, riguarda un’area montana specifica della nostra regione, in area veronese, nella quale si trovano reperti fossili di rilevanza paleontologica mondiale studiati sin dal XVI secolo e che illustrano l’evoluzione della vita marina del pianeta durante il medio e basso Eocene, periodo geologico che va 50 a 38 milioni di anni fa – ha ricordato Press -. Il sito è costituito dalle componenti di Bolca, San Giovanni Ilarione e Roncà che contengono ben quindici affioramenti caratterizzati da una notevole varietà tassonomica e che permettono una ricostruzione ampia e dettagliata degli ambienti litorali e marini poco profondi di questo periodo geologico».

La candidatura si basa sul criterio VIII della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale culturale e naturale, adottata dall’Unesco nel 1972, che fa riferimento alle più straordinarie testimonianze dell’evoluzione della terra, della vita e dei processi geologici che caratterizzano la superficie terrestre. Una proposta quella di candidare Bolca ad area patrimonio Unesco che può incentivare anche la presenza turistica su questo territorio.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale Stefano Valdegamberi: «Esprimo apprezzamento per la candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco per il 2027 degli “Gli ecosistemi marini dell’Eocene a Bolca e nella Val d’Alpone”. I fossili di Bolca sono un unicum mondiale in quanto a pluralità di tipologie di fossili del’Era geologica dell’Eocene.  Un’iniziativa partita con buona volontà dal basso diversi anni fa, finalmente approda a Parigi per essere candidata a patrimonio mondiale. Ora attendiamo il giusto riconoscimento che corona un intenso lavoro di questi ultimi anni, sempre accompagnato da vicino dalla Regione Veneto. Nel frattempo il territorio deve investire per essere pronto a questo evento in termini di accoglienza e di marketing, per cogliere al meglio le opportunità».

«Ringrazio l’Associazione Temporaria di Scopo (ATS) “Val d’Alpone – faune, flore e rocce del Cenozoico” che con il supporto fondamentale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero della Cultura ha potuto portare avanti la candidatura – ha aggiunto Pressi -. Dopo il primo incontro odierno da remoto, attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco, la candidatura sarà inviata entro il 30 gennaio al Centro del Patrimonio Mondiale per la verifica da parte degli organismi consultivi e sarà poi presentata per l’iscrizione alla prestigiosa Lista nel 2027, durante la seduta del Comitato della Convenzione Unesco del 1972. E attendiamo fiduciosi l’esito che speriamo possa essere positivo».

Nella foto il Museo dei fossili di Bolca

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