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12 Aprile 2021
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[VIDEO] Il sindaco di Legnago ribatte ai medici di famiglia: «Basta polemiche»

Nel video il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti, replica alle perplessità sollevate dai medici di famiglia sull’opportunità di utilizzare l’ex Macello per le vaccinazioni anti Covid (dagli spazi non adatti alla catena di conservazione e di utilizzo precisa e sicura nelle temperature). Qui sotto riportiamo l’intero articolo di Pimo Giornale del 1° aprile [qui la versione PDF] dedicato alla vicenda [anche qui, a pagina 5, versione sfogliabile]

 

Medici di famiglia, manca il polo dove vaccinare
Il sindaco Lorenzetti ha offerto l’ex Macello dove l’unico frigorifero è quello del vino degli Alpini. Il dottor Cesaro: «Chiesti all’Ulss degli spazi in ospedale»

«Fare le vaccinazioni anti Covid all’ex Macello come proposto dal sindaco di Legnago? Oggi come oggi è impossibile, a meno che il primo cittadino non si impegni ad attrezzare la struttura con box, rete internet, frigoriferi a norma e a mettere a disposizione almeno per un anno il vicino Piccolo Salieri come sala dove accogliere le persone nell’osservazione richiesta dopo la vaccinazione».
Sono chiari Andrea Cesaro e Angelo Guarino, referenti per i due team che oggi uniscono i medici di Legnago (il primo per la destra Adige ed il secondo per la sinistra) di fronte all’annuncio fatto sabato 27 marzo dal sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti, che in videoconferenza con il direttore generale dell’Ulss 21, Pietro Girardi, ed il presidente del Comitato dei sindaci del Distretto 3 della Pianura Veronese, Flavio Pasini, ha detto che «il Comune di Legnago ha offerto ai medici di famiglia l’ex Macello per crearvi un nuovo punto di vaccinazioni». Un tema che riporta all’attenzione il fatto che nella città del Salieri manchi ancora un polo operativo dei medici di famiglia.
«I problemi dell’ex Macello li avevamo già sottolineati quando lì, grazie alla collaborazione con gli Alpini, abbiamo fatto le vaccinazioni per l’influenza. Ci sono spazi non adatti, ma soprattutto in questo caso parliamo di ben altri vaccini, che richiedono anzitutto una catena di conservazione e di utilizzo precisa e sicura nelle temperature. E all’ex Macello oggi l’unico frigorifero è quello dove dentro ci sono le bibite e il vino degli Alpini – dice il dottor Cesaro -. Ma non solo, mancano le linee internet per collegarsi e registrare l’avvenuta vaccinazione, non ci sono i box dove dividere le persone, non c’è una sala da destinare ai 15-30 minuti di osservazione post vaccinazione se non il vicino Piccolo Salieri, dove però a breve torneranno gli studenti che lì sono ospitati. E poi, non c’è un vicino presidio di sicurezza in caso accada che qualche vaccinato abbia un’anafilassi importante».
Per questo, i medici hanno chiesto lunedì 29 marzo al direttore generale dell’Ulss 9 Girardi un’altra collocazione. A partire dall’ex reparto di Osservazione permanente intensiva dove venivano fatte le vaccinazioni all’ospedale Mater Salutis prima dell’apertura del centro all’ex Rossetto.
«Questa sarebbe la soluzione ideale – continua Guarino – anche perché saremmo all’interno dell’ospedale quindi in piena sicurezza. Noi medici vogliamo vaccinare i nostri assistiti, ma per farlo dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter operare in sicurezza. La vaccinazione dura si è no un minuto, ma poi servono venti minuti per compilare registrazioni e patentino vaccinale. E non si può sbagliare, perché c’è anche il vaccino che richiede la seconda dose».
«Abbiamo proposto, in alternativa, al direttore Girardi di poter utilizzare anche l’attuale centro dell’ex Rossetto, nelle ore nelle quali non è utilizzato dall’Ulss 9, anche alla sera dalla 21 alle 23 – dice il dottor Roberto Maggioni che fa parte di uno dei due team -. Ma pare che non sia possibile». «Altra proposta è quella di andare all’ex Lidl dove si fanno i tamponi, sempre nelle ore in cui è chiuso quel servizio – riprende Guarino -. Tutte strutture che avrebbero già rete internet, computer, stampanti, box predisposti, e spazi per una sala d’attesa post-vaccino. All’ex Rossetto c’è anche stabile un’ambulanza in caso di complicazioni, ma è chiaro che la soluzione per noi migliore sarebbe l’ex Opi dell’ospedale».
«Ma sia chiaro, se il sindaco è disposto ad attrezzare l’ex Macello, con i soldi del Comune, di quanto serve per renderlo usufruibile, garantendo anche la sala del Piccolo Salieri per l’osservazione, noi siamo pronti ad iniziare a vaccinare anche domani, appena avremo le dosi di vaccino per farlo», afferma Cesaro.
«Il modello a cui fare riferimento è quello dell’Aggregazione funzionale territoriale dei medici di famiglia di Cerea, dove già sabato 27 marzo hanno iniziato a vaccinare. Ma qui solleviamo un altro tema che già ho più volte sollecitato: la mancanza di un’Aft a Legnago. A Cerea il Comune ci ha investito centinaia di migliaia di euro, assieme all’Ulss che ha garantito 5 infermieri. È quello che avevo chiesto di fare al sindaco ancora a luglio in consiglio comunale, e che ripeto oggi, quando scopriamo quando pesa l’assenza di una realtà di questo tipo a Legnago».

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