Decollata la 27a edizione della “Fiera della Polenta”, simbolo dell’identità agricola e conviviale del Veronese, in programma a Vigasio fino a domenica 9 novembre. Nata come piccola festa sul piazzale della chiesa, la manifestazione è oggi una delle più grandi del Veneto, capace di superare le 120.000 presenze. Cinque tensostrutture accolgono fino a 4.500 persone ogni sera, con dodici cucine impegnate a servire oltre 130 piatti a base di polenta, preparata con mais locale non trattato né modificato. All’inaugurazione il 16 ottobre erano presenti tra i molti sindaci del territorio, il presidente della Provincia di Verona, Flavio Pasini, la vicepresidente di Coldiretti, Franca Castellani, e Umberto Panarotto, presidente di Vigasio Eventi. Il sindaco di Vigasio, Eddi Tosi, parla dell’impatto sociale ed economico della Fiera: «Nel tempo, questa sagra nata dall’impegno di pochi volontari, è cresciuta fino a diventare Fiera campionaria. Ormai siamo entrati nella storia, siamo un riferimento per tutto il territorio provinciale e non solo. La Fiera accoglie più di 100.000 visitatori nei suoi 25 giorni. La ricaduta economica principale riguarda le associazioni coinvolte e tutte le persone per cui la fiera rappresenta una concreta opportunità di lavoro: soprattutto giovani ma anche quelle persone fragili che vengono segnalate dal nostro assessorato al sociale cui la fiera dà l’opportunità di far fronte al disagio economico e all’isolamento. È un’occasione concreta per far vivere la tradizione, ma anche per rafforzare il senso di comunità». E ha aggiunto: «Chiusa la parentesi del Covid abbiamo avuto un’esplosione di numeri, toccando anche i 150.000 piatti serviti. Siamo diventati la seconda Fiera campionaria più grande del Veneto dopo la Fiera del Riso di Isola della Scala». Presente anche il consigliere regionale uscente Marco Andreoli che dichiara: «Da presidente della Commissione regionale agricoltura non potevo mancare oggi, anche perché mio padre è di Vigasio. È giusto celebrare un prodotto veronese e veneto così identitario come la polenta, che considero il minimo comun denominatore della nostra cucina tradizionale. Qui è proposta in ben 130 ricette, un record: nessun’altra fiera propone un numero così alto di piatti. È fondamentale mantenere viva la filiera del mais locale, presidio di biodiversità e garanzia di qualità per i consumatori. In giornate difficili come questa, in cui il pensiero va alla tragedia di Castel d’Azzano, le nostre Fiere assumono un valore ancora più profondo: grazie a centinaia di volontari creano socialità, momenti di incontro e di comunità che aiutano a superare l’isolamento – un isolamento che talvolta ha epiloghi drammatici». «La peculiarità di questo evento rimane la valorizzazione della nostra polenta, un prodotto di altissima qualità, senza alcun trattamento né manipolazione a livello genetico coltivato esclusivamente nel territorio di Vigasio – spiega il presidente di “Vigasio Eventi”, società che organizza l’appuntamento, Umberto Panarotto -. Davvero ampia è la scelta delle pietanze proposte, selezionate con cura grazie all’utilizzo di prodotti di prima qualità. Oltretutto, e ci teniamo a sottolinearlo, mantenendo per tutti i piatti gli stessi prezzi dell’edizione precedente». (M.D.)
Nella foto, da sinistra: Daniela Contri, Umberto Panarotto, Eddi Tosi eFranca Castellani






