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30 Ottobre 2020
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Villafranca, fermati tre sbandati, due italiani ed un rumeno, per l’aggressione a Vasile

La conferenza stampa di oggi in Questura

Tre uomini sono stati fermati ieri sera, poco prima delle 24, dalla Squadra Mobile scaligera e dagli uomini della Polizia Ferroviaria per l’aggressione ai danni di Vasile Todirean, il rumeno di 42 anni pestato a sangue e dato alle fiamme nella notte tra domenica e lunedì mattina nella stazione di Villafranca di Verona. Sarebbero loro i responsabili del tentato omicidio su cui da lunedì indaga la Procura della Repubblica di Verona. A renderlo noto, oggi, è stato il dirigente della Mobile, Roberto Di Benedetto, assieme agli uomini della Polfer che hanno condotto le indagini.

Si tratta di due italiani ed un rumeno, due dei quali sempre clochard ed uno invece residente nel Villafranchese. Tutti tra i 40 e i 50 anni, e soprattutto tutti e tre con una vita sa sbandati, tra alcol e droga. Per loro si prospetta l’accusa di tentato omicidio che però potrebbe aggravarsi in omicidio, visto che Vasile resta gravissimo, ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale di Borgo Trento. A preoccupare, oltre alle ustioni di secondo e terzo grado alle gambe, è la grave ferita al capo, probabilmente provocata da un colpo dato con un bastone, che gli ha fracassato il cranio.

In queste ore si attende l’esame della ricostruzione avanzata a loro carico da parte del pubblico ministero Elvira Vitulli, titolare dell’inchiesta, sugli elementi trovati dagli agenti della Mobile e della Polfer. Gli inquirenti sono certi di aver trovato il bandolo di questo caso e che i tre siano i responsabile della brutale aggressione. Se così fosse il fermo si trasformerà probabilmente già oggi o al massimo domattina, in arresto in carcere.

Gli agenti del Polfer e della Mobile di Verona hanno raccolto numerose testimonianze, analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza, fatto riscontri con i risultati della Polizia scientifica e le ferite dell’uomo. Da qui sono arrivati ad individuare alcune persone ritenute come possibili sospettate, anche se ancora non è stata esattamente ricostruita l’aggressione. Che sembra possa essere scaturita da un litigio, legato al “possesso” del magazzino abbandonato della stazione ferroviaria dove è avvenuto il pestaggio completato poi dalle fiamme appiccate ai pantaloni dell’uomo con un semplice accendino.

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