È il Canada il Paese che sta dimostrando maggior interesse per il prossimo Vinitaly, dove i suoi top buyer già accreditati sono 31 in più rispetto allo scorso anno. Potenziato, poi, l’ingaggio della domanda asiatica di vino italiano guidata da compratori dalla Cina, ma con accrediti in crescita da India, Giappone, Thailandia, Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine
È una 58ª edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e dei distillati, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, che guarda ai mercati con incoming mirato e alle nuove tendenze con aree dedicate quella presentata oggi, 26 marzo, a Roma a Palazzo Montecitorio alla presenza del presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida e del presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, oltre ai vertici della fiera Federico Bricolo, presidente, e Gianni Bruno, direttore generale vicario.
Con quasi 4mila aziende del Made in Italy enologico presenti in fiera, format e contenuti rinnovati e un palinsesto di oltre 100 eventi ufficiali tra degustazioni e focus, la manifestazione consolida la propria capacità di attrazione e connessione tra operatori globali. Un hub di relazioni business sulle principali destinazioni storiche ed emergenti del vino italiano confermato anche dai primi risultati della campagna di incoming Veronafiere/ITA – Italian trade Agency, che in questi giorni affronta lo sprint finale. Ad oggi, sono oltre 1.000 i top buyer selezionati, invitati e ospitati congiuntamente dalla società fieristica e dell’Agenzia pubblica preposta alla promozione. Attesi, inoltre, ulteriori operatori professionali esteri da oltre 130 Paesi.
«In uno scenario internazionale sempre più articolato, Vinitaly rafforza il proprio ruolo come motore dell’internazionalizzazione del vino italiano, grazie anche a un sistema di incoming altamente profilato che consente di intercettare domanda qualificata e di accompagnare le imprese verso nuove direttrici di sviluppo sui mercati esteri senza trascurare i consumi interni a cui dedichiamo una ricerca mirata – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo -. Per questo, la manifestazione evolve in sintonia con i cambiamenti del mercato e con le esigenze delle aziende. Il nostro obiettivo è offrire risposte strutturate al sistema vino, affiancando le imprese non solo sul piano commerciale ma anche sui temi strategici che ne determineranno il futuro».
Sempre guardando ai mercati, l’area Sudamericana si posiziona per numerosità del programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra le piazze più dinamiche. In forte crescita anche gli operatori dell’Africa che quest’anno registra un perimetro di azione allargato a 10 Stati. Dentro ai confini europei, Germania e Paesi Nordici confermano la centralità del vino italiano nelle rispettive piazze. Completano la geografia diverse Nazioni dell’Est Europa.
Sul fronte dei temi e dei format, Vinitaly 2026 amplia e diversifica ulteriormente la propria proposta, intercettando i trend emergenti e rafforzando l’integrazione tra filiere, contenuti e occasioni di business. Tra le principali novità, cresce il progetto dedicato ai No-Lo Alcohol con NoLo – Vinitaly Experience: la start up in collaborazione con Unione Italiana Vini debutta con una nuova collocazione espositiva (2° piano Palaexpo) e un calendario strutturato di degustazioni, masterclass e focus di mercato su un segmento in forte espansione. Si rinnova anche l’offerta sui distillati e la mixology con Xcellent Spirits: un’area dedicata (hall C) realizzata con Gang of Spirits, pensata per favorire la connessione tra il mondo del vino e quello dei distillati a livello internazionale.
Sempre più centrale il ruolo dell’enoturismo, con Vinitaly Tourism che si consolida, anche a livello espositivo, con un programma che copre tutti i giorni di manifestazione e rafforza il calendario di incontri b2b grazie a un incoming mirato di buyer e tour operator specializzati, affiancato da nuove formule esperienziali dedicate ai territori e alle cantine.
Accanto alle novità, si confermano gli appuntamenti e le aree tematiche che completano l’offerta espositiva e contenutistica, insieme al palinsesto di eventi che da Vinitaly OperaWine (11 aprile) al fuori salone Vinitaly and the City (10-12 aprile), contribuiscono a rafforzare il legame tra business, territori e pubblico.
La presentazione di Vinitaly 2026 nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati è stata preceduta dal talk “Coraggio e visione, i precursori del vino guardano al futuro” con gli interventi di Piero Antinori, Marco Caprai, Paolo Damilano, Gaetano Marzotto e José Rallo, moderati dal vicedirettore del Corriere della Sera, Luciano Ferraro.
«“Vinitaly conferma ogni anno la sua capacità di rinnovarsi e resta un punto di riferimento per il settore. In un momento complesso, è fondamentale puntare su qualità e innovazione, aprirsi a nuovi mercati e promuovere una cultura del vino che ne riconosca il valore come prodotto identitario e simbolo dei territori, incoraggiando un consumo consapevole e responsabile», ha detto Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei Deputati.
«Quest’anno al Vinitaly celebriamo il risultato raggiunto della Cucina italiana patrimonio Unesco, di cui il vino è parte integrante – ha sottolineto Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare -. Il Masaf sarà presente con uno stand simbolico, una grande bottiglia che racconta che “Dentro c’è l’Italia”, con i suoi territori, l’arte, la cultura e il lavoro. È la base necessaria per avere una visione che non sia solo commerciale, ma anche culturale e identitaria, capace di aprire nuovi mercati valorizzando ciò che rende unico il vino italiano».
«In un contesto geopolitico ed economico complesso, Vinitaly si conferma un partner strategico per la promozione internazionale del vino italiano, grazie a un marchio riconosciuto e a una credibilità consolidata sui mercati globali – ha commentato Matteo Zoppas, presidente di ITA-Italian Trade Agency –. Le iniziative mirate e le attività di internazionalizzazione che assieme portiamo avanti rappresentano uno strumento chiave per accompagnare le imprese all’estero. Le attuali forti criticità rendono ancora più necessario rafforzare le politiche di sostegno all’export. In questo contesto, Agenzia ICE ha ottenuto nuove risorse da destinare alla promozione, con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo e al supporto di piattaforme di eccellenza come Vinitaly. Non va infatti dimenticato che la fiera di Verona è e resta un punto di riferimento mondiale per il vino italiano».






