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14 Aprile 2024
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Vinitaly, presentata ieri a Bruxelles l’edizione 56 della fiera internazionale: attesi 1200 buyer da tutto il mondo

Presentata ieri, 20 marzo, al Parlamento Europeo a Bruxelles, l’edizione 2024 di Vinitaly che punta a portare a Verona 1200 top-buyer (+20% sull’edizione 2023) grazie alla collaborazione tra VeronaFiere e Ice-Agenzia.

La 56ª edizione, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile, vede già il quartiere fieristico sold-out con oltre 100mila metri quadrati netti con 4.000 imprese espositrici. In contemporanea si terranno anche la 28ª edizione di Sol, International olive oil trade show (area C); Xcellent Beers (area I) e il 25° Enolitech, Salone internazionale delle tecnologie per la produzione di vino, olio e birra (pad. F). Con le tre rassegne, il numero delle aziende presenti nei 17 padiglioni della fiera sale a quasi 4.300 da 30 Paesi.

Alla conferenza stampa di presentazione di Vinitaly 2024 al Parlamento Europeo di Bruxelless hanno partecipato anche Ignacio Sánchez, segretario generale CEEV (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) e John Barker, direttore generale OIV (Organizzazione internazionale della vigna e del vino).

«È la prima presentazione di Vinitaly che facciamo al Parlamento Europeo, che è il centro nevralgico della politica Comunitaria, con l’obiettivo di contribuire ad accendere un ulteriore faro sul vino italiano, che ha proprio in Vinitaly il suo brand fieristico di promozione globale – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo -. E con questa logica della promozione abbiamo da poco terminato anche un giro del mondo durato oltre un semestre per operare una selezione ponderata dei principali buyer da invitare a Vinitaly. Il target è raggiunto ma oltre al successo numerico ci attendiamo soprattutto un riscontro molto positivo in termini di qualità della domanda rappresentata. Un lavoro possibile anche grazie alla collaborazione e al sostegno del governo italiano, del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, del ministero del made in Italy, delle Ambasciate e degli enti istituzionali preposti alla promozione, Ice Agenzia in primis. Un sistema di relazioni grazie alle quali Vinitaly ha potenziato il proprio know how, attivando un programma di condivisione sempre più stretto con i player del settore su scala mondiale».

Provengono da 65 Paesi i protagonisti della domanda estera selezionati, invitati e ospitati a Verona, a cui si aggiungeranno circa 30 mila operatori stranieri che confluiranno a Vinitaly da oltre 140 nazioni. Il contingente più corposo degli ospiti rimane quello statunitense con oltre il 15% delle presenze, seguiti da altre 3 piazze strategiche extra-Ue: Canada, Cina e Regno Unito, che assieme sommano il 23% degli arrivi. A livello di macro-regioni, la platea dei top buyer più numerosa proviene dal Nord America e dall’Europa (ognuna con un’incidenza al 26%), seguiti da Asia e Oceania (23%), Europa dell’Est (13%), Centro-Sud America (7%) e Africa (4%). Nel complesso, i 65 Paesi rappresentati valgono il 95% del totale export enologico made in Italy.

«È forte la convinzione – ha aggiunto l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese – di poter fare molto in favore di un settore di cui ci sentiamo parte integrante. In un periodo non certo facile ci sentiamo ancor più in dovere di dare le giuste risposte a chi investe in fiera. La prima parola chiave è senz’altro ‘business’, la seconda è ‘consapevolezza’ di un capitale strategico – oltreché identitario – per l’economia italiana ed europea sempre più sotto la lente di tesi allarmistiche. Per questo, in occasione della 1ª giornata nazionale del Made in Italy (15 aprile) presenteremo, assieme al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, la ricerca Se tu togli il vino all’Italia, un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto. Uno studio, realizzato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e da Prometeia, sull’impatto che il Belpaese subirebbe in termini socio-economici, turistici e identitari da un’ipotetica scomparsa del vino dall’Italia».

«Esprimo grande soddisfazione per la presentazione a Bruxelles della 56° edizione di Vinitaly, in un contesto d’eccezione come l‘Ambasciata italiana in Belgio e il Parlamento europeo. Il sistema Verona si conferma tra i più proattivi nella promozione del territorio in Europa e come eurodeputato e legato al territorio, sono entusiasta di aver inaugurato la prima delle due giornate di eventi nella capitale europea legate alla più grande fiera al mondo del vino che si terrà come ogni anno a Verona. Vinitaly è una straordinaria vetrina per le nostre eccellenze vinicole e un’opportunità unica per far conoscere il meglio del know how italiano nel mondo. Grazie alla collaborazione con Veronafiere continuiamo a promuovere con orgoglio il nostro territorio, oltre i confini veronesi. Sono grato all’ambasciatore Federica Favi per la sensibilità che di consueto dimostra nella promozione del Veneto e del Made in Italy. Ricordo un altro riuscitissimo evento che ho realizzato sempre a Bruxelles legato al centenario del Festival dell’Arena di Verona, che ha portato l’opera all’interno del Parlamento europeo», ha concluso l’eurodeputato Paolo Borchia.

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