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12 Aprile 2021
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Vitivinicoltura, da oggi il Soave ha il suo “Protocollo sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”

Si chiama “Regolamento intercomunale sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” ed è già stato approvato dai 13 Comuni del comprensorio produttivo del Soave. È un dettagliato documento che definisce l’applicazione di regole comuni e condivise sui trattamenti fitosanitari in vigneto, ma anche sulla salvaguardia ambientale, sulle attività ammesse o meno nella gestione del suolo come dei boschi e dei muretti a secco. Il tutto per completare quella valorizzazione e tutela di un territorio unico dove la biodiversità è già diventa una biglietto da visita mondiale, grazie al riconoscimento dell’intera area della Denominazione come Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale, arrivato due anni fa dalla dalla Fao, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’agricoltura.

Un lavoro costruito in tre anni di incontri tra Consorzio del Soave, che ne è il motore principale, i 13 sindaci e assessori del territorio, la Regione Veneto, l’Ulss 9, il gruppo tecnico delle Cantine sociali, e presentato ufficialmente oggi in videoconferenza dal presidende del Consorzio del Soave, Sandro Gini, dal sindaco di Soave, Gaetano Tebaldi, e da Aldo Lorenzoni, storico direttore del Consorzio andato in pensione a dicembre ma che è da tutti riconosciuto come il padre di questo documento.

Un regolamento che abbraccia tutta la denominazione, da Soave a Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, San Bonifacio, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Caldiero, Illasi e Lavagno. «Un lavoro costruito per guardare al futuro – ha detto subito Gini – perché oggi è implicito che il vino sia buono, e se vuoi venderlo, se vuoi affermati sui mercati, il tuo vino deve anche raccontare da dove nasce, quali caratteristiche di sicurezza e salubrità ha, come è stato fatto nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità. E poi, bisogna avere la possibilità di mostrare questo territorio a chi vi arriva per acquistare il Soave, e quindi si deve tutelarlo».

«Ora, questo regolamento va concretizzato inserendolo nei propri piani da parte dei Comuni – ha chiarito Lorenzoni -. È per la Denominazione un punto di arrivo e di partenza: d’arrivo perché l’attenzione alla sostenibilità ed alla biodiversità è sempre stata presente nell’attività del Consorzio. Di partenza perché da qui possiamo costruire nuove sfida, anche sul fronte della promozione non solo dei nostri vini ma dell’area intera del Soave. Penso, per esempio, al rilancio dell’attività turistica appena sarà possibile».

Una concretizzazione che è già decollata a Soave, dove proprio ieri sera in consiglio comunale è stata approvata all’unanimità l’adozione di questo regolamento e definite le conseguenti aree di rispetto. «Abbiamo individuato 26 aree, con colori che vanno dal rosa al rosso, a seconda dell’intensità di rispetto. Per esempio vicino a scuole, parchi, casa di riposo, piste ciclabili è tutto rosso perché qui non è ammesso l’uso di prodotti fitosanitari – ha spiegato il sindaco Tebaldi -. È un regolamento che ha messo assieme tutti i Comuni dell’area e già questo è importante».

«La Regione è con voi e nei prossimi bandi del Piano di sviluppo rurale chiaramente verrà data preminenza a progetti che riguardino aree come questa, dove i dettami sulla sostenibilità, rispetto e salvaguardia dell’ambiente, mantenimento anche culturale del tessuto agricolo che da tempo la Regione predica sono stati sviluppati al massimo – ha sottolineato Gianluca Fregolent della direzione ambiente della Regione -. Un protocollo che si associa al riconoscimento Ministeriale del valore dei cosiddetti “vigneti eroici” di collina. Quindi, devo dire che il Consorzio del Soave fa anche questa volta da apripista su un tema fondamentale dove spero presto venga seguito dalle altre Doc. Inoltre, questo regolamento diventa lo strumento di condivisione degli interessi dell’agricoltore con quelli dell’amministratore e del cittadino che vive in queste aree».

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