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17 Giugno 2024
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Web e minori, Corecom e Garante insieme per rendere la rete più sicura

Rendere la rete più sicura ai minori attraverso la protezione dei dati personali, unico strumento per far sì che il web sia un luogo di promozione e non di sopraffazione. È la sintesi del protocollo d’intesa sottoscritto nei giorni scorsi a Matera dai Corecom italiani e dal Garante per la protezione dei dati personali, una collaborazione strategica nell’ambito delle rispettive competenze e funzioni stabilite dalle singole leggi istitutive, che ha come obiettivo la protezione dei minori che navigano in rete e la prevenzione e il contrasto anche dei fenomeni del cyberbullismo e del revenge porn.

A riportare i dati, decisamente allarmanti, di una recente indagine dell’Ocse il coordinatore dei presidenti dei Corecom italiani, Marra: «I minorenni italiani trascorrono in media 35 ore a settimana online. Una presenza che li espone a un rischio crescente di subire cyberbullismo, revenge porn e sexting. Pratiche che possono avere conseguenze devastanti dall’isolamento sociale, alla depressione, all’ansia e al suicidio. In Italia la legge vieta ai minori di 14 anni di aprire un profilo social ma molti genitori consentono ai propri figli di farlo, spesso senza essere consapevoli dei rischi legati a un uso improprio della rete».

Da questa consapevolezza l’idea di una collaborazione concreta tra tutti i 21 Corecom d’Italia e il Garante della privacy, per realizzare nuove iniziative e progetti che coinvolgano sia gli adulti, insegnanti e genitori, spesso ignari dei rischi legati a una condivisione impropria di immagini, video o testi nelle chat o sui social, sia i ragazzi, affinché sviluppino capacità critica e siano in grado di distinguere, anche nelle piattaforme virtuali, ciò che è giusto da ciò che non lo è.

All’incontro era presente anche il vicesegretario generale di Agcom, Nicola Sansalone, che ha sottolineato come il protocollo «rappresenti un ulteriore passo che segna il rafforzamento delle attività di tutela dei minori portate avanti dai Comitati regionali per le comunicazioni sull’intero territorio nazionale».

Iniziativa che ha avuto il «sincero apprezzamento» di Pasquale Stanzione, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, che si è soffermato sulla responsabilità delle istituzioni nel rendere la rete meno ostile per i minori: «Il web era sorto per essere l’agorà, lo spazio per esprimersi liberamente e invece si è trasformato in una giungla. Occorre rendere i ragazzi più consapevoli dei rischi della rete e far sì che possano fruire di quelle fenomenali opportunità da essa offerte. La rete, è in alcuni casi l’unico orizzonte attraverso il quale si snoda la vita degli adolescenti, cristallizzata in mosaici di foto affidate alla discrezione dell’altro che, in taluni casi, diventa letale per quei soggetti fragili, maggiormente esposti ai danni, a volte irreversibili, per l’uso violento di parole e immagini che se ne fa. È importante fornire ai ragazzi quella giusta formazione per superare il far west in cui si sono trasformati i social. Vantaggi e rischi delle nuove tecnologie vanno ponderati e affrontati con consapevolezza».

Stanzione ha poi ragionato sulla necessità di un bilanciamento tra la libertà personale e la protezione dei dati personali: «Bisogna assicurare una sorta di navigazione consapevole e quanto più possibile sicura che protegga i propri dati personali. Insegnare ai giovani a riflettere sui propri click, su quelle azioni a volte automatiche che potrebbero avere effetti devastanti per loro stessi. Più che i divieti e la moderazione dei contenuti è utile puntare alla formazione e a uno sforzo comune tra le Istituzioni. I dati devono circolare ma questa circolazione deve essere corretta, l’antica privacy è diventata diritto di controllo dei dati personali. Il Protocollo d’intesa – ha concluso  – sancisce reciproci impegni di collaborazione per rendere la rete un luogo di promozione della libertà come fin dal principio avrebbe dovuto essere e non un luogo di sopraffazione».

In prima linea e già operativo nella tutela dei minori sul web anche il Corecom Veneto, rappresentato a Matera dal presidente Marco Mazzoni Nicoletti, dal vicepresidente Fabrizio Comencini e dal componente Stefano Rasulo; e completato nel suo insieme dagli altri due componenti Edoardo Figoli ed Enrico Beda.

«Avere la collaborazione e il sostegno di un soggetto d’eccellenza come quello del Garante su un tema primario come quello della privacy è per noi fondamentale – ha spiegato Mazzoni Nicoletti -. In attuazione di questo protocollo abbiamo già calendarizzato in anticipo sui tempi importanti eventi con varie istituzioni della Regione Veneto tra cui l’ufficio scolastico regionale che andranno ad aiutare e supportare i ragazzi nel tema della media education».

NELLA FOTO: da sinistra Marco Mazzoni Nicoletti (presidente Corecom Veneto), Pasquale Stanzione (Garante per la tutela dei dati personali), Stefano Rasulo (componente Corecom Veneto) e Fabrizio Comencini, vicepresidente Corecom Veneto.

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