«Come Pd veronese esprimiamo profonda preoccupazione e indignazione per le gravissime rivelazioni che emergono dal maxi processo “Glicine-Acheronte” in corso a Crotone».
A dirlo è Franco Bonfante (nella foto), segretario provinciale del Pd di Verona, assieme a tutti i candidati del Pd veronese al consiglio regionale veneto Alessio Albertini, Anna Maria Bigon, Maurizio Cassano, Guglielmo Frapporti, Katty Gerardo, Sara Gini, Elisa La Paglia, Mattia Mosconi, Gianpaolo Trevisi.
«Le dichiarazioni del pentito Domenico Mercurio, ex “fatturista” della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto disegnano infatti uno scenario inquietante e inaccettabile di intrecci tra politica, imprenditoria e ‘ndrangheta che avrebbe toccato il cuore amministrativo di Verona durante la sindacatura di Flavio Tosi – sottolinea Bonfante -. Si parla di appoggio elettorale attraverso l’organizzazione di fittizi cambi di residenza per circa un centinaio di operai provenienti da Isola Capo Rizzuto, al fine di farli votare a Verona; di accordi per manovrare l’assegnazione di subappalti in campo edilizio nel Comune di Verona a favore di ditte controllate dalla malavita; di un’organizzazione sempre più pervasiva che avrebbe potuto contare su associazioni, assessorati e imprese».
«Si richiede un impegno bipartisan per una verifica rigorosa e approfondita di tutti gli appalti e le commesse pubbliche del Comune di Verona assegnati nel periodo in questione. Ci attiveremo in ogni sede affinché l’amministrazione comunale proceda ad una verifica su come sia stato possibile fornire la residenza a centinaia di cittadini, chi abbia fatto i controlli e se vi siano responsabilità al riguardo – conclude la segreteria del Pd -. È un quadro che non possiamo accettare, l’ombra della ‘ndrangheta non può e non deve essere tollerata nella nostra comunità. Il Partito Democratico di Verona chiede a Tosi, Giorlo, Casali, Nicito, citati più o meno direttamente nei resoconti giornalistici, ma che non risultano indagati, di rendere conto su quanto affermato dai pentiti e che sarebbe attualmente agli atti del maxiprocesso di ‘ndrangheta. Verona è un crocevia strategico di commerci e culture, non può essere lasciata preda di cosche e consorterie. La città e il territorio devono restare puliti. Il Pd continuerà a vigilare e ad agire in ogni sede istituzionale per la difesa della legalità e della trasparenza».






